Banche e crisi dei mutui
La crisi dei mutui dello scorso agosto ha lasciato strascichi ancora abbastanza evidenti cui devono fare fronte soprattutto le banche.
Gli effetti di tale situazione sono per certi versi allarmanti e si sono concretizzati, soprattutto, nel blocco del mercato dei leveraged loans, cioè prestiti erogati dalle banche a società con elevato indebitamento al fine di acquisire altre società attraverso i leveraged buy-out.. Basti pensare che sono negli Usa circa 300 miliardi di dollari di Lbo sono rimasti cristallizzati. Nonostante le avvisaglie di una ripartenza del mercato, secondo alcune stime, ci sono circa 400 miliardi di leveraged loans bloccati nei bilanci delle banche a livello mondiale, rappresentanti crediti erogati antecedentemente alla crisi e non più ceduti ad altri o risindacati.
La soluzione adottata per ovviare al problema ha degli aspetti paradossali, considerando il fatto che si basa sulle stesse direttive che hanno provocato la crisi del mercato. E cioè, mentre prima le grandi banche internazionali impacchettano e vendono i crediti al miglior offerente, adesso il procedimento è lo stesso salvo la svalutazione dei crediti e il saldo dei prezzi.
Si corregge la direzione del vento ma si mantiene sempre la stessa rotta, anche per quel che riguarda la strategia adoperata dalle banche di finanziare gli stessi acquirenti. Nonostante ciò, secondo alcune stime, alla fine del mese si sbloccheranno 125 miliardi di dollari, segno tangibile di una sostanziale ripresa del mercato.
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