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<title>CREDITUO Blog</title><link>http://www.credituo.com/dblog/</link>
<description>CREDITUO Blog</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Electa]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Electa &egrave; una societ&agrave; di finanziamenti e prestiti che funziona da <span style="">mediatore creditizio,</span> partner dei pi&ugrave; importanti player del mercato bancario e finanziario, ed &egrave; uno dei principali operatori nel mercato dei <span style="">crediti personali</span> in Italia. Conta oltre cento agenzie proprie e altrettante in franchising. Inoltre, &egrave; presente su tutto il territorio italiano.</p>
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Tra le sue proposte, electa offre per tutti un finanziamento <span class="verde">veloce e sicuro</span>, adatto alle proprie esigenze. Persino per studenti, casalinghe, lavoratori dipendenti o autonomi, cattivi pagatori, protestati o chi non pu&ograve; documentare il suo reddito, che Electa si impegna a trovare una soluzione finanziaria adeguata con preventivo gratuito. Chi sceglie di ricorrere a quest&rsquo;istituto di credito,infatti, si ricordi che non deve sborsare un euro per il preventivo, e anzi diffidate da chi vi chiede anche un minimo rimborso. Coloro che vedranno accettata la richiesta di prestito, hanno la possibilit&agrave; di <span class="verde">scegliere importo e durata del finanziamento, fino a sette anni e per una cifra massima di 30.000 euro.</span> Flessibilit&agrave; &egrave; la parola d&rsquo;ordine: il sottoscrivente pu&ograve; decidere di saltare o abbassare una sola rata per anno, tenendo presente il TAEG (cio&egrave; il tasso annuo effettivo globale) e che la cifra non restituita non sar&agrave; certo decurtata dalla somma finale. Electa offre anche per i suoi sottoscriventi una <span style="">carta di credito, ovvero la </span><span style="">&nbsp;</span><span style="">Carta Revolving, dove ogni</span> mese sar&agrave; possibile ricaricare il credito.Come per tutti i mediatori creditizi, vale la regola che questi ricevono una percentuale, o meglio una provvigione, dalle finanziarie con cui sono in contatto. Per questo, i clienti non devono pagarne: monito da tenere a mente per evitare qualsiasi intoppo.</p>
</div><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/assegni' target='_blank' rel='tag'>assegni</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/denaro' target='_blank' rel='tag'>denaro</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/euro' target='_blank' rel='tag'>euro</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/finanziaria' target='_blank' rel='tag'>finanziaria</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/prestiti' target='_blank' rel='tag'>prestiti</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/soldi' target='_blank' rel='tag'>soldi</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/electa-98.asp]]></link>
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	<dc:date>2008-05-08T17:53:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Crollano i consumi]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Gli italiani si stanno trasformando sempre pi&ugrave; in formiche: sulla base annua, i dati di marzo mostrano che nel nostro paese si tiene sempre di pi&ugrave; la mano sul portafogli&hellip;per non tirarlo mai fuori delle tasche. I consumi di marzo, infatti, sono scesi sensibilmente, 1,7%, ma &egrave; un dato in ogni caso indicativo della tendenza al risparmio. Secondo la Confcommercio, per&ograve;, questo &egrave; un dato preoccupante, anzi: indica che i consumi non sono mai stati cos&igrave; bassi negli ultimi tre anni. Si confermerebbe cos&igrave; la crisi profonda che affligge i consumatori, che cos&igrave; abbattono la domanda di merci e servizi. I dati pi&ugrave; allarmanti provengono da alcuni settori che stanno subendo un calo a dir poco vertiginoso: meno 14,8% per il settore mobilit&agrave; e ovviamente per il settore agricolo, data l&rsquo;impennata di prezzi di grano e farina, potenzialmente riconvertibili per il biodiesel. Pane e pasta calano rispettivamente del 3,5% e 1,8%; al loro calo, ovviamente, non consegue anche una diminuzione dei prezzi che non vedono mai un termine per salire: c&rsquo;&egrave; un aumento del 13% e del 18%, tanto che i prezzi del settore alimentare hanno superato il tetto dell&rsquo;inflazione attestandosi al 5%. Un lieve aumento invece viene registrato dal settore delle comunicazione, +9,8% e a sorpresa da un settore &ldquo;frivolo&rdquo; come quello della cura di s&eacute;, +3,3%. Come a dire, rinunciamo a tutto tranne che alla crema idratante. Possiamo ancora sperare nelle esportazioni, che attirano sempre e sono in aumento: merito di una solida identit&agrave; di marca e prodotti che fanno sentire il sapore della qualit&agrave; per i prodotti &ldquo;made in italy&rdquo;.</p>
</div><br /><div id="technorati">
<img src="/dblog/template/credituo/gfx/technorati.gif" alt="Technorati" />&nbsp;Tag:&nbsp;
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/crollano-i-consumi-97.asp]]></link>
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	<dc:date>2008-05-06T22:02:37+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Rivedete il conto svizzero]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p>Che non sia un bel momento per le grandi banche svizzere, &egrave; un fatto chiaro. I due maggiori istituti, Ubs e Credit Suisse, sono stati colpiti duramente dalla crisi dei subprime Usa e nel primo trimestre 2008 registrano svalutazioni, perdite, tagli agli organici. Segno dei tempi, la stessa Banca nazionale svizzera ha chiuso in rosso i primi tre mesi, anche se in questo caso i mutui a rischio americani non c'entrano, sono piuttosto le dimensioni del rafforzamento del franco ad aver giocato un brutto scherzo all'istituto centrale elvetico.<br />
Ubs e Credit Suisse stanno cercando il rilancio, la prima ha anche cambiato il vertice, facendo uscire Marcel Ospel e affidando la presidenza del cda a Peter Kurer, affiancato dal vice presidente non esecutivo Sergio Marchionne. Entrambe le due big elvetiche tentano di trarre lezione dagli errori compiuti, ridando centralit&agrave; alla tradizionale e redditizia gestione di patrimoni e riducendo invece le attivit&agrave; di investment banking ed i rischi ad esse legati. Intanto devono affrontare un 2008 in vario modo segnato dall'onda lunga dei subprime.<br />
La Borsa segnala che una parte degli operatori e degli analisti ritiene che la crisi delle due grandi banche sia nella seconda parte del tunnel, che l'uscita sia forse meno lontana. Il titolo Ubs in marzo ha toccato i minimi, a 25 franchi, ed ora &egrave; attorno ai 37 franchi. Certo, siamo ben lontani dagli 80 franchi di un anno fa, ma una ripresina c'&egrave;. Stesso discorso per il Credit Suisse: i minimi del mese scorso erano a 45 franchi, ora la quotazione &egrave; attorno ai 58 franchi, contro i circa 90 franchi di dodici mesi fa. La risalita potrebbe continuare, a patto che non vi siano altre brutte sorprese con le svalutazioni dovute ai mutui Usa.<br />
Per l'intero Sistema-Svizzera le perdite dei due giganti bancari, con il corollario del rosso Bns, sono state uno choc. L'economia elvetica subisce un danno, anche se le cifre mostrano una sua buona resistenza. E poi, c'&egrave; il danno all'immagine della piazza elvetica, capitale bancaria. A parziale consolazione vi &egrave; il buon andamento di molte banche svizzere medie e piccole, le cui attivit&agrave; sono rimaste centrate proprio sulla gestione di patrimoni (private banking). Per Ubs e Credit Suisse ora c'&egrave; la sfida della risalita, per i loro conti ed anche un po' per la Svizzera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: il Sole 24 Ore</p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/rivedete-il-conto-svizzero-96.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/rivedete-il-conto-svizzero-96.asp</guid>
	<dc:date>2008-05-05T16:19:04+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Il diesel non è più quello di una volta]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p>Per la prima volta nella storia, l&rsquo;automobilista italiano rischia di pagare pi&ugrave; caro (a seconda dei distributori che sceglie) un litro di diesel che uno di benzina. Il carburante diesel dei gestori Agip e Tamoil ha un prezzo consigliato di 1,438 euro per il rifornimento con servizio, mentre la &laquo;verde&raquo; della Erg a parit&agrave; di condizioni costa 1,434 euro. Per chiarire: presso ogni singola rete il gasolio resta di un soffio davanti alla benzina, ma il confronto incrociato fra listini pu&ograve; portare a sorprese come quella appena riferita. Ed &egrave; la prima volta che le cose stanno cos&igrave;. Il vantaggio economico delle auto diesel su quelle a benzina era sempre stato netto, ma negli ultimi tempi si era fatto sottile e adesso &egrave; probabile che il parziale sorpasso di ieri si consolidi in un prezzo del gasolio stabilmente pi&ugrave; alto. Secondo i petrolieri (ma anche nel giudizio degli analisti del settore) questa evoluzione &egrave; giustificata da questioni di raffinazione e dalla divergente evoluzione della richiesta dei due prodotti. Per&ograve; nessuna ragione di mercato sembra giustificare che il prezzo industriale del gasolio (al netto delle tasse) non solo in Italia sia pi&ugrave; elevato, ma si faccia col tempo sempre pi&ugrave; caro rispetto alla media dell&rsquo;Europa. <br />
Questa pesante anomalia, che va a scapito dei consumatori, emerge dai dati del ministero dello Sviluppo economico: la differenza fra un litro di carburante in Italia e quello medio dell&rsquo;Europa a 27 ha toccato nuovi massimi a 5,6 centesimi al litro. Non c&rsquo;era mai stato un tale stacco a svantaggio del consumatore italiano. Molto alto anche il differenziale fra Italia e Ue sulla benzina, pari a circa 4 centesimi. Ovviamente le auto diesel possono conservare ancora un margine di economicit&agrave; rispetto a quelle a benzina perch&eacute; i motori a gasolio consumano meno per chilometro. Secondo l&rsquo;associazione Federconsumatori in questi giorni di ponte festivo chi si &egrave; messo in viaggio spender&agrave; 2 euro in pi&ugrave; per fare il pieno. In assoluto pu&ograve; sembrare una cifra modesta, ma se si considera che l&rsquo;ulteriore aumento dei carburanti va a gravare su listini gi&agrave; carissimi il salasso &egrave; evidente. Valutando in 3 milioni le auto che fanno spostamenti extra per questa breve vacanza di stagione la Federconsumatori calcola una spesa supplementare complessiva di 6 milioni di euro. L&rsquo;associazione denuncia che &laquo;grazie al forte apprezzamento dell&rsquo;euro sul dollaro, oggi i prezzi della benzina dovrebbero oscillare attorno a 1,40 euro litro, e per il gasolio dovrebbero essere ancora pi&ugrave; bassi&raquo;. Confrontando questi numeri coi prezzi reali, Federconsumatori denuncia &laquo;guadagni speculativi di almeno 4-5 cent al litro&raquo;.Dall&rsquo;estero arrivano notizie cattive. Ieri in Nigeria i ribelli del Delta del Niger hanno fatto saltare, o comunque gravemente danneggiato, tre pozzi di petrolio gestiti dalla Shell. &Egrave; il quinto attacco del genere sub&igrave;to dalla compagnia anglo-olandese nel Paese africano nelle ultime settimane. Di conseguenza la Shell ha sospeso una parte delle attivit&agrave; di estrazione nella zona. C&rsquo;&egrave; da scommettere che gli speculatori ne approfitteranno per nuovi rincari del barile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: La stampa</p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/il-diesel-non-e-piu-quello-di-una-volta-95.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/il-diesel-non-e-piu-quello-di-una-volta-95.asp</guid>
	<dc:date>2008-05-05T16:17:06+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nuove norme per gli assegni]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Nuove regole per gli assegni: dal 30 aprile, scattano le norme anti &ndash; truffa e anti &ndash; falso, che inaspriranno l&rsquo;attuale modalit&agrave; e regolamentazione sugli assegni. le regole sono imposte dal Decreto legislativo 231/2007 in materia di antiriciclaggio nell'uso di contanti, assegni e libretti di risparmio per evitare truffe e finanziamenti anche al terrorismo. Cosa comprendono queste nuove disposizioni? Si riduce da 12.500 a 5mila euro la soglia di trasferimento di denaro contante, libretti di deposito bancari o postali o di titoli al portatore. Non sar&agrave; pi&ugrave; possibile emettere assegni, sia bancari che postali, per importi fino a 5mila euro senza che sia apposta sul titolo l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di &ldquo;non trasferibilit&agrave;&rdquo;. <span style="">&nbsp;</span>Dal 30 aprile comunque tutti i libretti saranno gi&agrave; provvisti della clausola di non trasferibilit&agrave; e potranno essere presentati per l'incasso soltanto verso il beneficiario. Rimane inalterata la possibilit&agrave; di richiedere l'emissione di assegni in forma libera, ma la richiesta deve pervenire alla banca <span style="">&nbsp;</span>in forma scritta per importi inferiori a 5mila euro. La richiesta di assegni in forma libera ha per conseguenza il pagamento da parte del richiedente di una somma di 1,50 euro per ogni assegno a titolo di imposta di bollo. Per i clienti che in tale data possiedono ancora carnet di assegni, &egrave; ancora possibile utilizzarli fino ad esaurirli, ma nel caso in cui il titolo riporti un importo fino a 5mila euro occorre indicare il nome e la ragione sociale del beneficiario oltre che la non trasferibilit&agrave;&rdquo;.<br />
Nulla cambia invece per i beneficiari in possesso di assegni emessi prima del 30 aprile, dal momento che i titoli possono essere tranquillamente incassati anche in un secondo tempo. potranno essere oggetto di girata solamente gli assegni emessi in forma libera recanti un importo inferiore a 5mila euro. Su ogni &ldquo;girata&rdquo; dell&rsquo;assegno dovr&agrave; essere riportato, pena la nullit&agrave; dell&rsquo;assegno, il codice fiscale del girante. Se il girante &egrave; una societ&agrave;, &egrave; indispensabile indicare il codice fiscale della societ&agrave;. Per poter riscuotere l&rsquo;importo dell&rsquo;assegno &egrave; indispensabile verificare che ogni girata abbia il codice fiscale, altrimenti l&rsquo;importo non potr&agrave; essere versato e incassato. Gli assegni che hanno la dicitura &ldquo;a me medesimo&rdquo; potranno essere girati per l'incasso ad una banca o alle poste, poich&eacute; sono ritenuti titoli non trasferibili. Non c&rsquo;&egrave; speranza per chi vuole fare il furbo: in caso che gli assegni abbiano un uso scorretto o illecito si prevede una sanzione amministrativa da pagare in moneta che varia dall'1 al 40% dell'importo trasferito. Le banche hanno assicurato la loro collaborazione, con l&rsquo;affissione di manifesti e volantini negli istituti di credito che illustreranno ai clienti le novit&agrave;. L&rsquo;Associazione bancaria italiana ha stampato due milioni di brochure per spiegare la mini rivoluzione: saranno a disposizione della clientela nelle banche.</p>
</div><br /><div id="technorati">
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<a href='http://www.technorati.com/tag/banche' target='_blank' rel='tag'>banche</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/denaro' target='_blank' rel='tag'>denaro</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/euro' target='_blank' rel='tag'>euro</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/abi' target='_blank' rel='tag'>abi</a>,&nbsp;<a href='http://www.technorati.com/tag/assegni' target='_blank' rel='tag'>assegni</a>&nbsp;
</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/nuove-norme-per-gli-assegni-94.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/nuove-norme-per-gli-assegni-94.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-29T21:27:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Vivere senza soldi? Si può!]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify"><font size="3"><span style="font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"><font face="Times New Roman">Secondo Heidemarie Scwermer, &egrave; possibile vivere senza soldi. Questa signora tedesca aveva un lavoro da psicoterapeuta, una bella casa, l&rsquo;auto. Una vita normale, insomma. Poi nel 1996 la svolta, di cui racconta nel suo libro &ldquo;Vivere senza soldi&rdquo;. La Scwermer ha fondato a Dortmund una sorta di banco di assistenza, la &ldquo;Centrale dai e prendi&rdquo;: questa associazione si basa sull&rsquo;antico metodo del baratto, dove a scambiarsi sono anche i servizi e le capacit&agrave; di ognuno. Secondo le proprie competenze, si offre un servizio e se ne riceve in cambio un altro servizio. Per questo, chi sa cucinare pu&ograve; mettere in atto le proprie capacit&agrave; in cambio della riparazione della lavatrice, per esempio. I membri dell&rsquo;associazione hanno una lista, dove sono segnati gli addetti alle varie prestazioni, e basta fare una telefonata per vederseli arrivare a casa (c&rsquo;&egrave; da chiedersi per&ograve; come pagano il telefono&hellip;). La Scwermer era stanca del valore che veniva assegnato al denaro e a chi lo possiede; per questo voleva riappropriarsi del valore delle persone e non delle cose. Iniziativa ammirevole, ma in parte utopica: in quanti sarebbero disposti a lavorare e non essere pagati?</font> </span></font></div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/vivere-senza-soldi-si-puo-93.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/vivere-senza-soldi-si-puo-93.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-29T21:25:12+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Prestiti meno cari al nord]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt;">Un motivo in pi&ugrave; per trasferirsi al nord dell&rsquo;Italia? Potrebbe esserlo: il Sole 24 Ore ha infatti pubblicato una statistica sui tassi d&rsquo;interesse rilevati in tutta Italia. Il risultato &egrave; incoraggiante per i &ldquo;fortunati&rdquo; che abitano al Nord. L&igrave;, in tassi d&rsquo;interesse per i prestiti sono pi&ugrave; bassi che nel resto del Paese. La differenza non &egrave; abissale, ma si evince che Trento &egrave; la citt&agrave; meno costosa, con i tassi al 5,46%. Sotto la soglia del 6% anche altre citt&agrave; come Milano, Bologna, Firenze, Bolzano. Al sud invece la situazione &egrave; inversa, e con sorpresa nella Regione Calabria si hanno i tassi pi&ugrave; elevati, sopra il 9%. La provincia pi&ugrave; costosa appare quella di Cosenza, con il 9,32%, a seguire tutte le altre.<o:p></o:p></span></p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/prestiti-meno-cari-al-nord-92.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/prestiti-meno-cari-al-nord-92.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-29T21:23:17+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Chiarimenti sul 730]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">Buone notizie per i contribuenti. Qualche giorno fa, infatti, l'Agenzia delle Entrate ha diffuso una circolare con quale da nuove disposizioni circa la compilazione del famigerato modello 730, tramite cui dipendenti e pensionati dichiarano i propri redditi e avere, in maniera diretta, il rimborso delle imposte a credito.
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify">In particolare i chiarimenti forniti riguardano &ldquo;l'allargamento dell'area degli sconti&rdquo;. Sinteticamente:</p>
<ul>
    <li><strong>Figli a carico</strong>. In presenza di genitori separati e figli divenuti maggiorenni, &egrave; ammesso continuare a ripartire la detrazione seguendo le regole originarie dell'affido da parte del giudice. Se, invece, la sentenza di separazione non ha precisato nulla sull'affido, &egrave; corretto presumere la ripartizione in parti uguali. Per i figli residenti in Italia di extracomunitari, anch'essi residenti in Italia, ai fini dell'attribuzione delle detrazioni per carichi familiari &egrave; sufficiente lo stato di famiglia. L'ulteriore detrazione di 1.200 euro che spetta per le famiglie con almeno quattro figli a carico va sempre ripartita in parti uguali tra i genitori, anche se la detrazione ordinaria &egrave; stata attribuita al genitore con il reddito pi&ugrave; elevato.</li>
</ul>
<ul>
    <li><strong>Bonus incapienti</strong>. Il bonus di 150 euro trova applicazione anche nell'ipotesi in cui la condizione di incapienza emerge dalla presentazione di una dichiarazione correttiva. Se l'incapiente &egrave; deceduto, il bonus va agli eredi. Il bonus per gli incapienti &egrave; un sostegno per tutti i cittadini con un basso reddito e per i titolari di pensioni basse. Si tratta di un&rsquo;agevolazione di 150 euro introdotto con la finanziaria del 2008. L'agenzia delle Entrate precisa poi, in linea generale, che la condizione di incapienza, che consente di recuperare sotto forma di credito d'imposta talune detrazioni non fruite per insufficienza dell'imposta, presuppone comunque il possesso di redditi.</li>
</ul>
<ul>
    <li><strong>Pensione complementare</strong>. Nei riguardi dei dipendenti pubblici continuano a operare i tre limiti di deducibilit&agrave; dei contributi ai fondi pensione (12% del reddito, doppio della quota di Tfr destinato al fondo e tetto di 5.164,57 euro). Il dipendente in prima occupazione deve sempe compilare il rigo E29 del 730, a prescindere dal fatto che sia iscritto a fondo aperto o chiuso.</li>
</ul>
<ul>
    <li><strong>Scontrini &ldquo;non parlanti&rdquo; per le detrazioni sulle spese farmaceutiche</strong>. Per il solo anno 2007, &egrave; possibile integrare pi&ugrave; scontrini &ldquo;non parlanti&rdquo; con unica dichiarazione sostitutiva, contenente i dati identificativi di ciascuno scontrino nonch&eacute;, anche per gruppi di scontrini, natura, qualit&agrave; e quantit&agrave; dei farmaci. Dal 1&deg; luglio 2007, infatti, tutti gli scontrini che vengonorilasciati dal farmacista devono<span> </span>riportare il codice fiscale dell&rsquo;assistito. La Finanziaria 2007 aveva infatti stabilito che la detrazione dei medicinali sia subordinata al possesso del cosiddetto &quot;scontrino parlante&quot;, in cui dovranno essere specificati non solo la natura, qualit&agrave;<span> </span>e quantit&agrave; del bene, ma anche il codice fiscale del destinatario. In caso di farmaci comprati all'estero, comunque, il codice fiscale del contribuente pu&ograve; essere apposto a mano sulla documentazione rilasciata dalla farmacia.</li>
</ul>
<ul>
    <li><strong>Attivit&agrave; sportiva</strong>. Lo sconto d'imposta per la pratica sportiva eseguita da giovani di et&agrave; inferiore a 18 anni spetta per intero, anche se nel corso dell'anno viene raggiunta dal praticante la maggiore et&agrave;.</li>
</ul>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/chiarimenti-sul-730-91.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/chiarimenti-sul-730-91.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-09T21:00:14+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Salari a confronto, il gap Italia-Europa]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p>'<span style="font-weight: bold;" id="U102042970520cxC" class="span">Siamo davvero in Europa</span>?''. E' questa la domanda, decisamente provocatoria, che a partire da oggi, e per un intero mese, sfiler&agrave; sulle fiancate di <span style="font-weight: bold;" id="U102042970520MlD" class="span">200 autobus dell'entroterra veneziano</span>, ponendo sotto gli occhi di tutti <span style="font-weight: bold;" id="U102042970520mt" class="span">la differenza fra il potere d'acquisto degli operai italiani e quello degli altri lavoratori europei</span>.<br />
Un messaggio chiaro e semplice. Un confronto di numeri, voluto da <span style="font-weight: bold;" id="U102042970520cQE" class="span">Unindustria Venezia</span>, per evidenziare le difficolt&agrave; delle famiglie italiane e il grave problema del cuneo fiscale. ''Abbiamo voluto fortemente questa campagna - spiega Massimo Codato, vicepresidente Unindustria Venezia con delega PMI -. La problematica del cuneo fiscale in Italia ci rende un paese arretrato. &Egrave; necessario insistere perch&eacute; la politica porti un cambiamento reale a livello fiscale''.<br />
Eccoli allora i numeri (la fonte dei dati &egrave; l'Ocse). Dal manifesto pubblicitario, si comprende chiaramente che a parit&agrave; di costo per l'azienda, 2.400 &euro; mensili, un operaio italiano percepisce al netto in busta paga 1.298 &euro;, in Spagna il netto arriva a 1.466 &euro; (ovvero +168 &euro;), nel Regno Unito a 1.582 &euro; (+284) e in Irlanda a 1.865 (+567). <span style="font-weight: bold;" id="U1020429705202o" class="span">Rispetto ad altri Paesi come Spagna, Inghilterra, Danimarca e Irlanda, quindi, l&rsquo;Italia possiede uno dei pi&ugrave; bassi poteri d&rsquo;acquisto dei lavoratori </span>e delle famiglie con conseguenti ripercussioni nell&rsquo;economia. Ma non solo. Il <span style="font-weight: bold;" id="U102042970520y0D" class="span">cuneo fiscale</span>, ovvero la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall'impresa e la retribuzione netta che resta a disposizione del dipendente, <span style="font-weight: bold;" id="U102042970520h3H" class="span">&egrave; in percentuale uno dei pi&ugrave; elevati in Europa</span>.<br />
''&Egrave; un&rsquo;iniziativa eccellente, che fa chiarezza su un tema complesso, rivolgendosi direttamente alla societ&agrave; civile - commenta Giuseppe Morandini, vice presidente Confindustria e presidente Piccola Industria &ndash; occorre saper coniugare le legittime aspettative dei nostri dipendenti di avere maggior reddito disponibile, con le necessit&agrave; competitive delle aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione, in un momento che definire difficile &egrave; un eufemismo. Negli ultimi dieci anni il costo del Lavoro per unit&agrave; di prodotto (Clup) in Italia &egrave; cresciuto del 28%, in Francia del 16%, in Germania solo dello 0,1%. O accorciamo queste distanze, o non ce n&rsquo;&egrave; per nessuno. Se almeno, a tante parole, fosse seguito qualche fatto concreto, tipo la detassazione degli straordinari e dei premi di risultato &ndash; conclude Morandini &ndash; avremmo gi&agrave; percorso un primo fondamentale tratto di strada nella direzione giusta''. <br />
''Unindustria Venezia giustamente rende visibile una incongruenza tutta italiana: il costo del lavoro che &egrave; eccessivo - commenta Cesare Campa, esponenete del Pdl - Si dimostra oggi un errore tutto nostro: dobbiamo abbassare il costo del lavoro ed alzare la retribuzione ai lavoratori: sembra un paradosso ma non lo &egrave;, e noi abbiamo gia indicato la strada''.<br />
''La tassazione sui salari &egrave; troppo alta ed &egrave; giusto ridurla - sottolinea l'esponente del Pd Tiziano Treu - Poi bisogna detassare i premi di produttivit&agrave;. Una delle differenze nostre dagli altri paesi &egrave; che noi abbiamo dei contributi pensionsitici alti, ma ridurli &egrave; piu difficile perch&eacute; se riduciamo i contributi, riduciamo le pensioni. Qui bisogna stare attenti''.<br />
La campagna di Unindustria Venezia partir&agrave; oggi dal capoluogo veneto, ma tutto &egrave; pronto perch&eacute; a breve si estenda anche alle altre province della regione.</p>
<p>fonte : Adn Kronos</p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/salari-a-confronto-il-gap-italia-europa-90.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/salari-a-confronto-il-gap-italia-europa-90.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-07T22:15:50+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Al via il bonus sicurezza]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">A partire dal 28 aprile si potr&agrave; presentare istanza per l&rsquo;attribuzione del credito d&rsquo;imposta per l&rsquo;adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio di comportamento di atti illeciti da parte di terzi. Infatti, con provvedimento datato 31 marzo 2008 da parte del direttore dell&rsquo;agenzia delle Entrate, &egrave; stato approvato il modello IMS, con le relative istruzioni che da al via i finanziamenti per installare dispositivi per la sicurezza da parte di PMI, esercenti vendita al dettaglio ed altre attivit&agrave;.La Finanziaria 2008, in particolare, prevede la concessione per gli anni 2008, 2009 e 2010 di un credito d'imposta per le spese sostenute per l'acquisizione e l'installazione di impianti e attrezzature di sicurezza, inclusi i costi sostenuti per la diffusione degli strumenti di pagamento con moneta elettronica.Il credito d'imposta pu&ograve; essere richiesto da soggetti esercenti attivit&agrave; commerciali di vendita al dettaglio e all'ingrosso e attivit&agrave; di somministrazione di alimenti e bevande che rientrano nella definizione di piccole e medie imprese (PMI) secondo il decreto del ministro delle Attivit&agrave; produttive del 18 aprile 2005. Cos&igrave; come soggetti esercenti, esclusivamente o prevalentemente, attivit&agrave; di rivendita di generi di monopolio, operanti in base a concessione amministrativaPer le piccole e medie imprese commerciali, il credito d'imposta spetta in misura pari all'80% delle spese sostenute e, comunque, per un importo non superiore, nel triennio, a 3mila euro. Mentre per gli esercenti attivit&agrave; di rivendita di generi di monopolio, l'agevolazione spetta, per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, in misura pari all'80% delle spese sostenute e, comunque, entro il limite massimo di 1.000 euro.Per quanto riguarda le modalit&agrave; il modello IMS dovr&agrave; essere presentato, per le istanze relative al 2008, a partire dalle 10 del 28 aprile 2008, esclusivamente in via telematica, utilizzando il software &quot;CREDITOSICUREZZA&quot;, che sar&agrave; reso disponibile, gratuitamente, sul sito www.agenziaentrate.gov.it. a partire dal 15 aprile.L&rsquo;esame delle istanze avverr&agrave; secondo l&rsquo;ordine cronologico di presentazione; l&rsquo;Agenzia si impegna a comunicare, telematicamente, ai richiedenti, nel termine di trenta giorni dalla data di presentazione dell&rsquo;istanza, l&rsquo;esito positivo o negativo della medesima. L&rsquo;avvenuto esaurimento dei fondi sar&agrave; reso noto con apposito provvedimento che verr&agrave; pubblicato sul medesimo sito.Le istanze rifiutate per esaurimento delle risorse finanziaria acquisiscono titolo preferenziale per l&rsquo;attribuzione del credito d&rsquo;imposta negli anni successivi. In tal caso, non sar&agrave; necessario ripresentare le istanze, poich&eacute; quest&rsquo;ultime parteciperanno automaticamente all&rsquo;assegnazione dei fondi stanziati per il secondo e terzo anno.Qualora l&rsquo;ammontare del credito, per quanto riguarda le spese sostenute nell&rsquo;anno, superi il limite di 1.000 euro previsto, e per i soli rivenditori di generi di monopolio, questi stessi sono tenuti a presentare, per la parte eccedente, un&rsquo;ulteriore istanza nell&rsquo;anno successivo.</p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
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	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/al-via-il-bonus-sicurezza-89.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/al-via-il-bonus-sicurezza-89.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-04T21:41:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Istat: i consumi italiani in aumento]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-weight: normal;"><font size="3" face="Times New Roman">Alti e bassi per il commercio italiano, e ma che portano buone notizie. I dati forniti dall&rsquo;Istat sul quarto trimestre 2007 rivelano che in alcuni settori il fatturato &egrave; in aumento,mentre in altri cala e anche frettolosamente. A segnalare un indice positivo &egrave; soprattutto il commercio all&rsquo;ingrosso: vuoi perch&eacute; molti, dotati di partita IVA, per risparmiare un po&rsquo; decidono di acquistare grandi quantit&agrave; &ndash; che useranno con calma &ndash; a prezzi scontati rispetto al dettaglio, vuoi forse perch&eacute; sono proprio i dettaglianti ad acquistare in maggiori quantit&agrave; in vista della belle stagione, che di solito porta anche fatturati maggiori per i piccoli esercizi commerciali, fatto sta che il comparto di questo settore registra un aumento medio di fatturato intorno al 2,5% rispetto allo stesso trimestre 2006. L&rsquo;indice trimestrale del fatturato del commercio all&rsquo;ingrosso e intermediari del commercio &egrave; risultato pari a 129,5. Nello stesso reparto, bene le attrezzature che registrano un incremento dello 0,9% con un indice intorno al 135%. la crescita del comparto nell&rsquo;intero 2007 rispetto l&rsquo;anno precedente &egrave; stata del 3,1%. Bene anche i servizi legati all&rsquo;informatica, che registrano un aumento intorno al 3%. <span class="t2">L&rsquo;indice di settore &egrave; risultato pari a 117,6. Aumenti riguardano anche il settore agro a- alimentare, che ha registrato </span>gli incrementi pi&ugrave; marcati per l&rsquo;ingrosso di materie prime agricole e animali vivi (+10 per cento), di prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,1 per cento) e di altri prodotti (+3,8 per cento), e di altri beni di consumo finale (+0,9 per cento). il fatturato ha registrato gli aumenti pi&ugrave; &lsquo;forti&rsquo; per il commercio all&rsquo;ingrosso di materie prime agricole e animali vivi (+7,5 per cento), di altri prodotti (+4,2 per cento) e di macchinari e attrezzature (+3,6 per cento). Aumenti probabilmente dovuti all&rsquo;innalzamento dei prezzi che si &egrave; registrato in questo settore e che di conseguenza ha investito tutti gli altri comparti merceologici. Meno bene invece i trasporti, specialmente i marittimi: in <span class="t2">questo comparto l&rsquo;Istat segnala che l'indice del fatturato &egrave; stato pari a 101,0 per il settore dei trasporti marittimi e a 90,1 per quello dei trasporti aerei; nel confronto con lo stesso trimestre dell'anno precedente le variazioni sono, rispettivamente, di meno 0,1 e meno 1,0 per cento. </span>Variazioni negative per i trasporti aerei (-1%) e marittimi (-0,1%) e per i servizi postali (-0,6%). L&rsquo;indice dei servizi postali si attesta intorno al 131,8, mentre quello delle telecomunicazioni si aggira quasi al 140.</font> <o:p></o:p></span></h2>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/istat-i-consumi-italiani-in-aumento-88.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/istat-i-consumi-italiani-in-aumento-88.asp</guid>
	<dc:date>2008-04-03T10:57:33+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Stipendi? a picco per (quasi) tutti]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p style="text-align: justify;" class="MsoNormal">Che gli stipendi non siano al passo dell&rsquo;inflazione e del costo della vita, &egrave; cosa nota. Non tutti per&ograve; s&rsquo;immaginano che queste difficolt&agrave; non appartengono sono alle &ldquo;persone comuni&rdquo;, ma sempre di pi&ugrave; anche ai dirigenti. Gli stipendi non sono saliti nell&rsquo;ultimo anno, a fronte invece dei prezzi che lievitano come il pane. Tasche sempre pi&ugrave; vuote per tutti quindi, dopo un periodo in cui sembrava che finalmente le cose iniziassero a girare per il verso giusto. E la situazione &egrave; particolarmente critica al Sud Italia e per la popolazione attiva femminile. Questa &egrave; la fotografia che ci consegna l&rsquo;IX Rapporto sulle Retribuzioni degli italiani 2008 realizzato dalla societ&agrave; di consulenza OD&amp;M Consulting e che monitora il rapporto stipendi\inflazione dal 2003. I dati forniti dalla societ&agrave; ci dicono esattamente che, se l'inflazione &egrave; cresciuta dell'1,8%, gli stipendi dei dirigenti non hanno visto aumenti, mentre gli operai hanno avuto un lieve aumento dell'1,1%. Cifre contenute, che crescono lievemente se analizziamo gli stipendi di quadri e impiegati: nell'ultimo anno hanno guadagnato potere d&rsquo;acquisto, e per entrambi la retribuzione &egrave; cresciuta del 2,5%. In particolare, negli stipendi dei quadri la parte fissa &egrave; aumentata del 3%, la variabile del 4,7%, per i dirigenti e gli impiegati la parte fissa &egrave; aumentata del 2,7%, quella variabile ha un calo del 6%. Solo che i prezzi dei beni ad alta frequenza di consumo sono aumentati del 2,9%, e nessuno si sente al sicuro. A tutto ci&ograve; si aggiunge la piaga del precariato, il miraggio di una pensione. La produttivit&agrave; in Italia non cresce ormai da troppo tempo, questo &egrave; il vero problema. E ogni categoria richiede tutele e ha necessit&agrave; diverse; di conseguenza, qualsiasi intervento non riesce a dar ragione degli interessi di tutti. C&rsquo;&egrave; poi da considerare che gli stipendi hanno ritmi diversi anche secondo il mercato e il territorio in cui agisce un'azienda. Le difficolt&agrave; maggiori si riscontrano appunto nel Mezzogiorno e in generale per la popolazione femminile. Parlando in cifre: le retribuzioni medie lorde annue nel 2007 sono state pari a 101.334 euro per i dirigenti; 50.346 euro per i quadri; 25.340 euro per gli impiegati; 21.484 euro per gli operai. A confronto con il 2006 le quattro categorie presentano variazioni molto differenziate, comprese tra lo 0% dei dirigenti e il +3,1% dei quadri. Nello stesso periodo l&rsquo;inflazione, misurata dall&rsquo;Istat, &egrave; stata del +1,8%. Hanno quindi avuto incrementi inferiori a quelli dei prezzi le retribuzioni dei dirigenti e degli operai (+1,1%). Hanno guadagnato potere d&rsquo;acquisto invece le retribuzioni dei quadri e degli impiegati (+2,5%). Considerando tuttavia l&rsquo;inflazione dei beni ad alta frequenza di consumo (+2,9% nell&rsquo;ultimo anno), anche gli impiegati perdono potere d&rsquo;acquisto.</p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/stipendi-a-picco-per-quasi-tutti-87.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/stipendi-a-picco-per-quasi-tutti-87.asp</guid>
	<dc:date>2008-03-31T10:05:31+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Mutui, un peso insopportabile]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<p>Dal 2006 al 2007 l'indebitamento delle famiglie italiane &egrave; cresciuto del 9,2% accumulando mediamente un &laquo;rosso&raquo; di 15 mila 578 euro per mutui per la casa, prestiti per l'acquisto di beni mobili, crediti al consumo, finanziamenti per le ristrutturazioni. E gli incrementi impressionano ancor pi&ugrave; quando si osserva la situazione dal 2002 - anno di entrata in vigore dell'euro - ad oggi. Le &laquo;sofferenze&raquo; sono cresciute del 91%. Lo rileva l'Ufficio Studi della Cgia di Mestre che ha svolto un'indagine sulle difficolt&agrave; economiche dei nuclei familiari del Paese. Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia, spiega che le citt&agrave; che si sono pi&ugrave; indebitate nell'ultimo anno &laquo;sono quelle che registrano anche i livelli di reddito pi&ugrave; elevati. Non &egrave; da escludere che tra questi vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali pi&ugrave; deboli.</p>
<p><br />
Tuttavia, appare evidente - aggiunge - che la forte esposizione in queste realt&agrave;, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa - prosegue - &egrave; quando analizziamo la variazione di crescita dell'indebitamento registrato negli ultimi 5 anni. Nei primi posti abbiamo molte citt&agrave; del Sud. Ci&ograve; sta a significare che questo aumento &egrave; probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari per affrontare questa difficile situazione&raquo;. Roma registra il record dell'indebitamento per famiglia con 22.305,14 euro; seguita da Milano (21.115,29), Reggio Emilia (20.367,63), Prato (20.7,41), Lodi (19.871,28), Rimini (19.812,53). Ultime Vibo Valentia (6.861,15), Benevento (6.917,27), Reggio Calabria (7.72,30), Avellino (7.78,62), Isernia (7.182,73), Enna (7.185,26), Agrigento (7.631,83). Diversa la situazione, e quindi anche la geografia italiana, in relazione alle variazioni dei passivi nazionali provincia per provincia. In cima alla classifica c'&egrave; Prato dove l'aumento tra il 2006 e il 2007 &egrave; stato del 15% (contro il 9,2%); segue Genova (14,3%), poi Crotone (14,2 %), Napoli (14,1%), Brindisi (13,7%). Unico segnale positivo giunge da Bolzano dove &egrave; stata registrata una contrazione del debito per famiglia pari a 2,4%.</p>
<p>Dalla ricerca emerge infine che in un lustro le famiglie si sono indebitate del 91% in pi&ugrave;. Con picchi a Napoli (+118,7% dal 2002 al 2007), Reggio Emilia (+118,6%), Piacenza (+114,2%), Caserta (+113,7%) e Chieti (+112,9 %). Meno pesante invece a Bolzano (+43,3%), Potenza (+48,2%), Matera (+50,9%), Verbano Cusio Ossola (+53,6%), Enna (+54,5%) e Messina (+55%).</p>
<p>fonte: Il Sole 24 Ore</p>
</div><br /><div id="technorati">
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</div>
]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/mutui-un-peso-insopportabile-86.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.credituo.com/public/post/mutui-un-peso-insopportabile-86.asp</guid>
	<dc:date>2008-03-31T00:23:44+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Aumento del costo dei mutui]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 12pt; font-weight: normal;"><font face="Times New Roman">L&rsquo;indice Euribor cresce senza sosta: chi pensava e sperava in un po&rsquo; di &ldquo;tregua&rdquo; nel costo della vita, purtroppo ha sbagliato le previsioni. L&rsquo;indice, utilizzato dalle banche per indicizzare i mutui e per consentirgli dei prestiti di denaro, ha raggiunto un nuovo e altissimo standard: si attesta intorno al 4,72%, record da dicembre 2007, quando lo scorso mese si aggirava intorno al 4,38%. I tassi sono sotto tensione per via delle scadenze di fine trimestre e nonostante una nota della Banca centrale europea, che s&rsquo;impegna a seguire le condizioni di liquidit&agrave; e di essere pronta a intervenire in caso di necessit&agrave; con fondi aggiuntivi per mantenerla, dopo il suo recente incremento nel passato trimestre. L&rsquo;aumento di liquidit&agrave; aveva, infatti, aumentato le speranze di chi si attendeva una riduzione degli interessi sulle rate dei mutui. La domanda di liquidit&agrave; &egrave; appunto rimasta alta e cos&igrave; i tassi sono inesorabilmente saliti, per via anche della crisi dei mutui negli Stati Uniti che ha reso le banche diffidenti nei prestiti interbancari per ripararsi da eventuali insolvenze; succede cos&igrave; che i prestiti concessi divengono estremamente salati. La conseguenza diretta dell&rsquo;aumento dell&rsquo;indice Euribor &egrave; proprio l&rsquo;ascesa dei tassi dei mutui. Naviga in cattive acque soprattutto chi ha un mutuo a tasso variabile e con un Taeg elevato: si calcola che ci saranno circa 3,2milioni d&rsquo;insolventi con un mutuo a tasso variabile. In pratica, chi ha sottoscritto un mutuo di 30 anni per una cifra intorno ai 300.000 euro, si vedr&agrave; innalzare le rate mensili dai 15 ai 25 euro in media e con punte anche di 30 &ndash; 35 euro, considerando poi che comunque ogni banca ha dei parametri diversi per calcolare i propri crediti: la maggior parte degli istituti di credito lega il mutuo al tasso Euribor mensilmente, mentre un 30% dei mutui segue invece l&rsquo;Euribor a tre mesi; un ulteriore 10% segue invece il parametro a sei mesi.Cifra che potrebbe risultate, a prima vista, irrisoria, ma che in un anno finisce per incidere non poco sul redito familiare, considerando che non sono solo i tassi dei mutui ad aumentare, ma l&rsquo;intero costo della vita, dalla benzina ai generi alimentari. L&rsquo;Euribor a tre mesi &egrave; pi&ugrave; alto di 73 punti base rispetto al tasso di riferimento Bce, mentre nello stesso periodo 2007 la differenza &egrave; stata in media di 27 punti base. Per porre un freno, Oltre alla Bce, anche la Banca d'Inghilterra e la Banca centrale svizzera si dichiarano pronte a fluidificare il mercato.</font> <o:p></o:p></span></h2>
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	<dc:date>2008-03-27T22:15:46+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Eurispes: tagliare le Province, si risparmia]]></title>
	<description><![CDATA[<div align="justify">
<div id="testo">
<p>Abolire le Province per tagliare i costi della politica, con un risparmio di  10,6 milioni di euro. E' la tesi lanciata dall'Eurispes in piena campagna  elettorale. Nel solo 2006 - rileva l'istituto di ricerche - le Province hanno  speso complessivamente 13 miliardi di euro, contro gli 11 di flussi finanziari  in entrata ed i 2 di indebitamento. Di tali 13 miliardi il 18,3% sono spese per  il lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di  investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa. Nell'ipotesi in cui il personale (62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse  re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali, l'abolizione delle  Province consentirebbe appunto - calcola l'Eurispes -, un risparmio complessivo  di 10,6 mld nel 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di  spesa. Una scelta radicale, l'abolizione delle Province, che l'Eurispes propone alla  luce, fra l'altro, del loro crescente indebitamento tra il 2000 e il 2006,  totalmente imputabile, escluso il 2006, &quot;alle inefficienze nella gestione in  conto capitale&quot;, e del fatto che il maggiore bisogno finanziario &egrave; dato dai  consumi finali (redditi da lavoro, consumi intermedi e ammortamenti), il 78%  della spesa corrente del 2006.</p>
<p>fonte: Rai News 24</p>
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	<link><![CDATA[http://www.credituo.com/public/post/eurispes-tagliare-le-province-si-risparmia-84.asp]]></link>
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	<dc:date>2008-03-25T20:20:59+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Alessia Bellezza</dc:creator>
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