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Ancora in negativo la domanda sui mutui
Di Alessia Bellezza (del 14/08/2008 @ 17:56:47, in Mutui, linkato 1083 volte)

La domanda netta di mutui, per quanto riguarda il terzo trimestre del 2008, resta fortemente negativa, anche se si attesta su valori che risultano essere sostanzialmente stabili rispetto al trimestre precedente: si è così passato da un tasso negativo del 56% a uno del 57%, in ogni caso dati molto pesanti per quanto riguarda lo strumento primario e fondamentale per l'acquisto delle abitazioni, il cui mercato risulta allo stesso modo in calo, proprio per effetto dei continui rialzi dei tassi di interesse e l'impossibilità per sempre più famiglie di ricorrere a un mutuo per l'acquisto di un immobile. A rivelare questo scenario è stata la BCE, ovvero la Banca centrale europea, che ha oggi pubblicato il proprio bollettino mensile, precisando, tra l'altro, che tutto questo va a riflettere “principalmente il peggioramento delle prospettive del mercato degli immobili residenziali e del clima di fiducia dei consumatori” e anticipando che tale calo continuerà ad attestarsi su tali posizioni anche nel futuro prossimo, a meno di particolari sconvolgimenti positivi del mercato per la verità insperati anche dai più ottimisti.
A confermarsi in una situazione di forte flessione, invece, è la domanda netta del credito al consumo, anch'essa già in negativo nel primo trimestre (-13%) e ulteriormente calata nel secondo (-21%). Per quanto riguarda gli investimenti di portafoglio, invece, sia per quanto riguarda quelli dell'area dell'euro verso l'estero, che per quelli che vanno dall'estero verso l'area dell'euro, dal principio delle scosse finanziarie hanno registrato un rallentamento: sia le attività che le passività si sono infatti approssimativamente dimezzate su una base di cumulo calcolata sull'anno. Lo rileva la stessa BCE che, nello stesso bollettino mensile appena pubblicato, ha analizzato quello che è stato e probabilmente continuerà ad essere l'impatto delle turbolenze finanziarie legate alla crisi dei mutui sui flussi di capitale da e verso l'area dell'euro. Nello stesso periodo, inoltre, “gli afflussi netti per investimenti di portafoglio sono scesi da circa 390 a circa 170 miliardi di euro, a causa del calo di flussi netti di azioni che di obbligazioni a lungo termine”.