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Fondi pensioni in frenata
Di Alessia Bellezza (del 12/09/2008 @ 19:27:28, in Pensione, linkato 1387 volte)

Non è più una novità. Le adesioni alle forme di previdenza complementare frenano, e, parallelamente scendono anche i relativi rendimenti. Lo scenario, ormai in tendenza abbastanza stabile, è quello di una sempre minore attrazione esercitata dai fondi pensione, nei quali dovrebbero confluire i Tfr (il trattamento di fine rapporto) in base a una scelta autonoma da parte del lavoratore. Dopo un anno di riforma, quindi, i dati della Covip, ovvero la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, evidenziano come nei primi quattro mesi dell'anno le adesioni ai fondi complementari hanno raggiunto 4 milioni e 686 mila unità. L'andamento, rispetto all'anno precedente è sì positivo, ma è cresciuto del solo 2,8%, molto meno delle aspettative e anche delle stesse previsioni. Dato considerato negativo se si pensa che, nel 2007, il dato di nuove adesioni aveva fatto raggiungere il 43%: dato naturalmente spinto in alto dalla stessa riforma all'epoca appena introdotta. Numeri ancora più allarmanti se si pensa che di questi 4 milioni e mezzo e oltre di lavoratori iscritti, solo il 3,5% è alle dipendenze del settore privato. Nello specifico, comunque, le iscrizioni ai fondi negoziali sono cresciute del 2,07%. Sono, questi, i fondi riservati ai lavoratori dipendenti. I fondi invece destinati a tutti (di qui fondi aperti) hanno stabilito una cresciuta un poco superiore, e precisamente pari al 3%. I piani pensionistici individuali, i Pip, di tipo assicurativo sono andati invece molto meglio, perché cresciuti del 12%.

Certo non si poteva pretendere che tutti i lavoratori assumessero subito come strumento preferito quello del fondo pensione, per quanto riguarda la destinazione del Tfr. Ma certo la delusione associata alle aspettative della riforma è tanta, perché solo un terzo di lavoratori dipendenti ha deciso di fare uso di queste forme di pensione complementare ed integrativa: poco più di 4 milioni e mezzo su oltre 12 totali. I motivi sono molteplici e complessi. Tra questi quello fondamentale dell'andamento in quanto a rendimento degli stessi. Se nel 2004 questi erano cresciuti del 7,5% e nel 2006 del 3,8, l'anno scorso i fondi pensione hanno fatto registrare un andamento in positivo del 2,1%, netto. Per quanto riguarda quelli di categoria. Quelli aperti, invece, hanno chiuso con un ribasso di quasi mezzo punto percentuale. I dati parziali del 2008, invece, segnalano un rendimento, dei fondi negoziali, del 3,75%. In calo, però, anche il rendimento del Tfr lasciato in azienda: 3,1% nel 2007, 2,15% nei primi mesi del 2008. Un'arma in meno per combattere l'inflazione.