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Corsi finanziati dal Fondo Sociale Europeo: quanti soldi sono sprecati e quanti ben investiti?
Di Admin (del 05/12/2007 @ 20:34:03, in Soldi, linkato 2706 volte)

'La partecipazione ai corsi di formazione vede l'Italia al 16° posto tra i 25 paesi europei con il 6,2% di partecipanti nella classe d'età tra i 25 e i 64 anni. Per contro l'Europa dei 25 rileva una media del 10,8%. L'obiettivo comune per il 2010 è del 12,5%'.

'15 miliardi di euro, ovvero circa 30.000 miliardi di lire, è questa la cifra di spesa del 2002 per la formazione in Italia ... Significano l'1,2% del PIL nazionale da aggiungere al 4,58% dell'istruzione (Scuola e Università). Il 60,3% delle risorse proviene da fonti pubbliche (nel 2002), il resto dalle imprese e dai singoli cittadini'.

Il libretto di Francesco Florenzano, 'Sprechi e affari della formazione italiana', Edup, Roma, 2007 è dedicato a una fotografia della formazione finanziata, alle fonti di finanziamento, alla spesa, ai formatori, ai beneficiari reali e apparenti di questa enorme mole di danaro, che dovrebbe essere destinato alla formazione professionale per i disoccupati, a quella continua per i lavoratori e a quella permanente per il resto della popolazione.

L'autore è il presidente dell' Unione italiana di educazione  degli adulti ed è un esperto di lifelong learning. Ha realizzato un'inchiesta sull'utilizzo del Fondo sociale europeo, uno spreco di soldi che non producono lavoro e non formano nessuno, un  fiume di danaro, che nel settennio 2007-2013 raggiungerà i 6 miliardi e 700 milioni di euro complessivi, di fatto al servizio di un numero crescente di formatori, inevitabilmente disoccupati senza di esso.

E' un'inchiesta condotta  con passione civile. Serve per capire da dove arrivano i finanziamenti, svela i misteriosi obiettivi 1, 2 e 3 dei Fondi strutturali, indica i padri della spesa, gli industriali interessati a fare avanzare la formazione e ad arretrare l'istruzione. Ricorda le grandi truffe, con gli assessori alla formazione della Lombardia e del Lazio, le società fantasma, i corsi non realizzati, i partecipanti fittizi e le  innumerevoli iniziative, fatte dalle Regioni solo a vantaggio degli erogatori.

Florenzano ci attrae con la forza dell'orrido, ricostruendo il saccheggio della formazione fatto dalle Regioni ladrone, l'appropriazione di danaro pubblico da parte di un ente blasonato e la truffa casereccia dei master mai realizzati da un'azienda, che sul suo sito esibiva i loghi di decine di aziende importanti patrocinatrici .

Il sistema, sostiene l'autore, deve essere riformato. I fondi hanno urgenza di

  • diventare veri e propri intermediari, con la funzione di agenti delle imprese nell'individuare i fabbisogni formativi e gli interventi da relizzare;
  • definire con chiarezza le regole sui meccanismi di cofinanziamento degli interventi;
  • evitare il ricorso all'uso delle risorse finanziarie, concentrate sulle imprese di maggiori dimensioni;
  • riflettere sulla complementarietà tra operato dei fondi e politiche delle amministrazioni pubbliche, per ricongiungere attraverso la formazione  esperienze lavorative frammentate.

Chi sosterrà tali proposte?

Fonte: BosinessOnLine