Gli investimenti volano all’estero
Complici condizioni economiche più favorevoli, i nostri soldi volano all’estero. Tra l’altro i patrimoni all’estero non sono vincolati alle leggi italiane, quindi per il nostro fisco sono quasi o del tutto inesistenti. Molti finanzieri, politici, economisti, o comunque chiunque abbia grossi capitali da difendere, si rivolge alle banche svizzere, alle tesorerie di Mantecarlo o alle famigerate isole Cayman. Questi piccoli paradisi fiscali stanno diventando sempre più meta di pellegrinaggi finanziari, con i nomi dei titolari dei conti che rimandano alla nostra penisola. Infatti, in attesa delle ultime stime previste per la fine di questo mese, i dati in possesso e diffusi da Assogestioni parlano di ben 53 miliardi che hanno preso il volo per fondi di investimento all’estero e che le previsioni dicono siano aumentati di quasi 3o miliardi. Il capitale totale di risparmio investito nei fondi nazionali quindi è calato del 5,8%, attestandosi così a 570 miliardi di euro. I fondi di investimento italiani non soddisfano le esigenze degli investitori, che aumentano solo il loro deficit, ormai arrivato a quota 5,6 miliardi. Sono soprattutto i fondi azionari e le obbligazioni a chiudere le preferenze degli investitori: i fondi azionari hanno subito un calo del loro patrimonio da 154 a 134,9 miliardi di euro, con una flessione per oltre 23,6 miliardi di euro. Le obbligazioni vanno ancor peggio: sono infatti passate da 247 miliardi a poco più di 204. Un passo avanti invece lo fanno le assicurazioni e i titoli flessibili. nonostante il deflusso di 722 milioni di dicembre, hanno registrato un aumento di 10,5 miliardi di raccolta ed un patrimonio in crescita a 66,8 miliardi. In seconda posizione i prodotti di liquidità, con una raccolta positiva per 7,6 miliardi.
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