Banche e crisi dei mutui
Insieme alle critiche del commissario dell’Ue per gli affari economici Joaquin Almunia, a quelle provenienti dalla Corte dei Conti e alle insoddisfazioni espresse dal Fondo monetario internazionale, si annovera un’altra voce di disapprovazione nei confronti della Finanziaria del governo Prodi. È quella del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi che lamenta deficienze nella manovra per il 2008 la quale “ mantiene le principali poste del bilancio pubblico sui livelli previsti per l’anno in corso; non sfrutta il favorevole andamento delle entrate per accelerare la riduzione del debito e non restituisce a i contribuenti una quota significativa degli aumenti di gettito”.
Opinioni nette e poco addolcite dalla soddisfazione sugli sgravi su Ires e Irap previsti dalla Finanziaria e dal riconoscimento della lungimiranza del governo nello scommettere sullo sviluppo, visto che la “Rpp mostra come un punti in più di crescita per 10 anni ridurrebbe il rapporto tra debito pubblico e prodotto di circa 10 punti”.
L’analisi del governatore si basa però più sul contingente, focalizzandosi soprattutto sul controllo e il riorientamento della spesa pubblica. L’obiettivo principale, da raggiungere in un breve arco di tempo, è rappresentato dalla contemporanea riduzione della pressione fiscale e dall’abbattimento del debito pubblico.
Infine, sul fronte pensionistico, Draghi ha rilevato che “ in un Paese a forte invecchiamento come il nostro, solo l’aumento dell’età media effettiva di pensionamento potrebbe consentire l’erogazione di pensioni adeguate”.
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