SUBPRIME
Quelli Subprime sono prestiti concessi a soggetti con problemi creditizi: magari per propria storia creditizia (ritardatari, inadempienti, pignorati, falliti, insolventi, ecc.) o perchè appartenente a particolari tipologie di soggetti sociali con minori credenziali finanziarie come come precari, pensionati, extracomunitari, ecc. Soggetti, insomma, che non possono accedere ai tradizionali canali di prestito. Per questi motivi i prestiti Subprime sono molto rischiosi per chi li concede, perchè i debitori sono potenzialmente più inclini alla non restituzione di quanto ottenuto. Chi li concede quindi, si tutela concedendoli a tassi di interessi molto più alti di quelli che, generalmente, invece seguono il normale andamento del mercato monetario e bancario, assicurativo e finanziario. Inoltre i prestiti di questo tipo si caratterizzano anche per altre condizioni creditizie a sfavore del debitore: parcelle e rischi più elevati.
La tipologia Subprime non è prevista dalla legge, nel senso che non c'è una disciplina che li individua con precisione, eppure negli Stati Uniti sono molto diffusi: secondo molti studiosi sono 1 su 4 in America, con tassi di crescita impressionanti. In Europa, e soprattutto in Italia queste tipologie di prestito sono molto meno diffuse: in Italia sarebbero meno del 2%, anche se negli ultimi anni i casi di insolvenza sono in forte aumento, soprattutto per i mutui che, a causa del tasso variabile e dell'andamento al rialzo perenne del mercato, hanno portato le rate a cifre insostenibili per quasi mezzo milione di famiglie su 3 milioni e mezzo che hanno un mutuo in corso,
Oltre la credito generico, esistono varie tipologie di prestiti Subprime: mutui, prestiti auto, carte di credito. I mutui, in particolar modo, sono quelli cosidetti ipotecari, cioè che prendono a garanzia della restituzione il bene (la casa) che si compra e si paga con il suddetto mutuo. Mentre le carte di credito si caratterizzano per tassi ancora più alti, e che negli Usa arrivano anche al 30%.
La questione dei Subprime è venuta alla ribalta per la famosa crisi scoppiata negli Stati Uniti lo scorso anno, dove l'eccesso di concessioni ha creato un giro vorticoso di insolvenze e crisi finanziarie di vari istituti di credito, ora sull'orlo del fallimento, che porta con sé guai strutturali a livello mondiale.
Nonostante in Italia non esistano prestiti Subprime di qual si voglia natura, la crisi dell'insolvenza generalizzata americano, porta i suoi effetti anche in Europa, per il momento ipotetici e non reali. Innanzitutto perché banche e fondi hanno acquistato derivati sui Subprime Usa, ma anche perché l'economia finanziaria Statunitense in generale, è quella più potente in termini di influenza e investimenti reali, per cui ogni oscillazione – accompagnata da rischi e scandali finanziari – ha fatto e continua a far tremare e crollare le borse di tutto il mondo. L'effetto più diretto è quello sulle politiche monetarie di tutti i paesi del mondo. Per il momento, comunque, non si prevedono effetti dirompenti sui mutui italiani, la cui situazione catastrofica, specialmente per quanto quelli a tasso variabile, è evidentemente dovuta al mercato europeo che prevede i tassi ancora in crescita nei prossimi mesi.
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