L’indice Euribor cresce senza sosta: chi pensava e sperava in un po’ di “tregua” nel costo della vita, purtroppo ha sbagliato le previsioni. L’indice, utilizzato dalle banche per indicizzare i mutui e per consentirgli dei prestiti di denaro, ha raggiunto un nuovo e altissimo standard: si attesta intorno al 4,72%, record da dicembre 2007, quando lo scorso mese si aggirava intorno al 4,38%. I tassi sono sotto tensione per via delle scadenze di fine trimestre e nonostante una nota della Banca centrale europea, che s’impegna a seguire le condizioni di liquidità e di essere pronta a intervenire in caso di necessità con fondi aggiuntivi per mantenerla, dopo il suo recente incremento nel passato trimestre. L’aumento di liquidità aveva, infatti, aumentato le speranze di chi si attendeva una riduzione degli interessi sulle rate dei mutui. La domanda di liquidità è appunto rimasta alta e così i tassi sono inesorabilmente saliti, per via anche della crisi dei mutui negli Stati Uniti che ha reso le banche diffidenti nei prestiti interbancari per ripararsi da eventuali insolvenze; succede così che i prestiti concessi divengono estremamente salati. La conseguenza diretta dell’aumento dell’indice Euribor è proprio l’ascesa dei tassi dei mutui. Naviga in cattive acque soprattutto chi ha un mutuo a tasso variabile e con un Taeg elevato: si calcola che ci saranno circa 3,2milioni d’insolventi con un mutuo a tasso variabile. In pratica, chi ha sottoscritto un mutuo di 30 anni per una cifra intorno ai 300.000 euro, si vedrà innalzare le rate mensili dai 15 ai 25 euro in media e con punte anche di 30 – 35 euro, considerando poi che comunque ogni banca ha dei parametri diversi per calcolare i propri crediti: la maggior parte degli istituti di credito lega il mutuo al tasso Euribor mensilmente, mentre un 30% dei mutui segue invece l’Euribor a tre mesi; un ulteriore 10% segue invece il parametro a sei mesi.Cifra che potrebbe risultate, a prima vista, irrisoria, ma che in un anno finisce per incidere non poco sul redito familiare, considerando che non sono solo i tassi dei mutui ad aumentare, ma l’intero costo della vita, dalla benzina ai generi alimentari. L’Euribor a tre mesi è più alto di 73 punti base rispetto al tasso di riferimento Bce, mentre nello stesso periodo 2007 la differenza è stata in media di 27 punti base. Per porre un freno, Oltre alla Bce, anche la Banca d'Inghilterra e la Banca centrale svizzera si dichiarano pronte a fluidificare il mercato.