I pagamenti rateali sono stati una vera “manna” per le famiglie italiane, dopo il secondo dopoguerra: negli anni del boom economico, tutto era alla portata di tutti, poiché si poteva comprare a rate. Per questo, c’è stata una vera diffusione di benessere in tutte le fasce sociali. Questo stesso meccanismo, adesso, sta diventando invece una sorta di “gogna”. Non si sta più creando benessere ma debiti aggiunti ad altri debiti. Succede così che i pagamenti si allungano e si dilazionano a dismisura, e gli italiani si trovano a pagare un frigorifero per 10 anni. Con interessi, in sostanza, molto alti che rendono più costoso il bene acquistato quando alla fine si vanno a tirare le somme. In molti sicuramente avranno notato l’espansione esponenziale di istituti creditizi che elargiscono prestiti alle famiglie e che si fanno pubblicità sui principali mass media: tv, stampa… non è un fatto casuale. Ogni famiglia ha sicuramente almeno un pagamento rateale pendente che pesa sul proprio budget economico, che sia il mutuo della casa o le rate dell’automobile e perché no, quelle del televisore dell’ultima generazione. Perché, siamo onesti: a parte casi di necessità impellenti, non sappiamo fare a meno delle ultime invenzioni tecnologiche o di altri acquisti rateali. Anzi, persino alcune catene di abbigliamento fanno effettuare pagamenti a rate, con estrema gioia delle moglie e grande disperazione dei mariti…non è strano, quindi, sentire discorsi come “non riesco più a pagare le rate”. Giocoforza, aumentano gli istituti che elargiscono prestiti, che fanno saltare le rate, che le diminuiscono, che elaborano pagamenti personalizzati. Una vera giungla di rate e bollettini: basti pensare che i prestiti a 5 anni sono accresciutisi in un solo anno da 20 a 25 miliardi. Secondo una stima, le famiglie che non riescono più ad onorare i pagamenti sono circa l’8,45% per un ammanco di oltre 11 miliardi. La Banca d’Italia, dal canto suo, rende pubblico che il debito delle famiglie nel mese di ottobre 2007 è di 880 milioni in più dello stesso mese dell’anno passato. È un fenomeno che non segna nessuna battuta d’arresto, e che anzi è vertiginosamente in crescita. Basti pensare che a novembre 2007 il valore dei mutui quinquennali era a quota 265 miliardi, ben 25 in più del 2006. È il caso di mettere un freno alla smania dell’acquisto compulsivo, solo per la voglia di avere qualcosa di nuovo: rischiamo di vederci tagliare di fronte al naso la nostra carta di credito.