Un decreto firmato dal Ministero del Tesoro ha stabilito che dal prossimo gennaio 2009 la Banca d'Italia vigilerà direttamente su tutti i finanziamenti e mutui, compresi quelli di minore taglio: prestiti personali, credito al consumo, prestiti finalizzati, e così via. Il Ministero, esercitando la funzione di presidente del Comitato Interministeriale per il credito e il risparmio (Cicr) ha spiegato, si legge in una nota stampa, che «la scelta di accentrare presso la Centrale rischi della Banca d'Italia tutte le informazioni utili alla stabilità del sistema finanziario nel suo complesso e alla sana e prudente gestione dei singoli intermediari assicura rilevanti vantaggi in termini di razionalizzazione ed efficienza del sistema di rilevazione delle informazioni sul credito [...] riducendo gli oneri gestionali a carico degli intermediari». Ad oggi, infatti, il controllo su questa tipologia di credito è gestita dall'archivio Cric, che è in gestione presso la Società interbancaria per l'automazione (Sia-Sbb). Tale funzione, quindi, passerà dunque a Bankitalia dall'anno prossimo mentre la Sia continuerà a raccogliere le informazioni su tali finanziamenti fino al 31 dicembre di quest'anno per l'appunto. Tuttavia, per un anno dall'entrata in vigore del decreto l'archivio accentrato Cric continuerà a svolgere il servizio di prima informazione nonché l'accesso ai dati registrati nell'archivio dai diretti interessati.
Una ulteriore novità Banca d'Italia l'ha diffusa anche oggi, ed è l'indicatore mensile Euro-coin, (ovvero la stima sul medio-lungo periodo del Pil – Prodotto Interno Lordo – nell'area euro). Questo a rilevato che a settembre la crescita di Eurolandia è stata molto bassa, ovvero quasi nulla. L'indicatore, si legge nella nota, «è sceso ulteriormente dallo 0,17% di agosto allo 0,04 di settembre, il valore più basso mai raggiunto». Sul dato di settembre «hanno inciso sia il marcato peggioramento del clima di fiducia delle imprese, sia l'andamento negativo dei mercati finanziari. Il calo è stato inoltre accentuato dalla dinamica negativa della produzione industriale e degli ordinativi registrato lo scorso luglio».