Col caldo sembrano essersi arrestati anche i costumi, che registrano una calma piatta degna di un mare calmo e senza onde. Non è il caso di adagiarsi,però. Dopo l’estate e le vacanze, come ogni anno al rientro ci attendono lo stesso rincari, rialzi, bollette e stipendi che bastano sempre meno. Eppure...i consumi sono fermi: solo il gettito dell’Iva ha avuto un calo sino al 7% nel mese appena passato. Entro fine anno, secondo una stima di ConfCommercio, la diminuzione potrebbe arrivare sino all’1,5%. È una situazione che con commercio fa presente sin dal novembre 2007 e che sta toccando i livelli visti nel 1993. Credituo aveva già parlato dell’effetto discount: i consumatori preferiscono ricorrere alla spesa nei discount, a fare acquisti a saldi o con promozioni ed offerte, a comprare frutta e verdura direttamente dai contadini, ripiegando su marche poco note che non investono in pubblicità, con conseguente diminuzione di prezzo. Non è un fenomeno che riguarda solo il settore alimentare, dove è comunque più evidente. ConfCommercio estende la crisi dei consumi anche al settore dell’abbigliamento -e di fatti l’idea, rivelatasi poco brillante, dei saldi anticipati non ha dato gli esiti sperati, forse più che altro per una concomitanza con l’inizio del periodo delle ferie, che fa uscire la gente dalle città, mentre per coloro che restano segna un periodo di risparmio per aver più liquidi per le vacanze- e persino al settore della telefonia –dove comunque i dati sono discordanti: c’è stata l’uscita dell’I-phone della Apple, che ha registrato un record di vendite e di prenotazioni, per un oggetto che, sostanzialmente, non fa né più né altro di un altro telefono e con un costo decisamente spropositato per le funzioni che ha- che invece ha sempre registrato grosse entrate. L’inflazione a luglio era poi al 4,1%, quindi la crisi si trascina già da tempo: gli standard europei impongono una soglia massima di inflazione al massimo al 3%. Siamo quindi abbondantemente oltre. Non si riesce neppure a far funzionare per bene il tanto desiderato “Mister Prezzi”, si preferiscono altre priorità che all’occhio del Governo sono più urgenti delle tasche dei cittadini. Il dato allarmante riguarda poi la crescita: se quella dell’Unione Europea si attesta al 2,2%, quella italiana si blocca allo 0,3%. Come dire crescita zero.
Ecco l’articolo di Credituo sull’effetto discount e il risparmio nella spesa:
http://www.credituo.com/public/post/risparmiare-facendo-la-spesa-115.asp