L’inflazione di ottobre 2008 si attesta al 3,5%. Oltre la soglia del 3% fissato dalla Comunità Europea. Questi sono i dati diffusi dall’Istat per il mese appena concluso per l’indice dei prezzi al consumo. I prezzi per le famiglie sono aumentati rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, in cui l’inflazione si attestava intorno al 3,3% e rispetto a settembre 2008, dove l’indice era fermo era allo 0,1% in meno. Quello diffuso dall’Istat è la risultante della rilevazione dei prezzi comprensiva degli acquisti e dei consumi presso i tabaccai, dove si registrano incrementi di costi superiori e maggiormente visibili rispetto al resto dei consumi, dove le famiglie tendono a risparmiare inesorabilmente per tentare la disperata resistenza fino alla fine del mese. Gli aumenti più significativi sono stati rilevati per i capitoli Istruzione +0,8%, Abitazione, acqua, elettricità e combustibili + 0,7%, Abbigliamento e calzature e Altri beni e servizi + 0,3% per entrambi; una variazione nulla si è registrata nel capitolo Comunicazioni; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Trasporti -1,1%, Servizi sanitari e spese per la salute e Servizi ricettivi e di ristorazione - 0,1% per entrambi. Gli incrementi tendenziali più elevati, invece, si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+7,1%), Bevande alcoliche e tabacchi (+5,3%) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+5,2%); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 4,2 per cento). A livello territoriale, prendendo in considerazione le 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice per l’intera collettività si sono verificati nelle città di L’Aquila (+3,9%), Torino, Cagliari (+3,6% per entrambe), Firenze, Ancona, Napoli e Reggio Calabria (+3,5% per tutte e quattro); quelli più moderati hanno riguardato le città di Bari (+2,6%), Bologna, Perugia, Roma e Campobasso (+3,1% per tutte e quattro).