Con la crisi dell'economia americana, anche le borse europee sono in netto calo; di conseguenza, tutta l'economia globale vive un periodo di stagnazione e di crisi. Anche l'Italia ne risente pesantemente gli effetti, e per questo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) vede per ora bloccate le speranze di crescita economica fino alla fine del 2009. Vivremo, quindi, ancora più di un anno in una situazione di grave stallo e di difficoltà, dove i salari basteranno sempre meno per coprire le normali incombenze di una famiglia, qualsiasi provvedimento venga preso a riguardo dalla politica. Non ci saranno quindi tagli che tengano, né quelli che vanno a limare il già esiguo bilancio delle istituzioni, dalla sanità alla scuola, neppure quelli che effettivamente vanno a rimediare agli sprechi che la pubblica amministrazione causa senza tanti problemi. Ma il problema è ben più grande, perchè riguarda proprio l'economia mondiale, dove, in un turbine di globalizzazione, l'Italia ne risente gli effetti positivi e negativi. La crescita mondiale, nelle stime del FMI contenute nel World Economic Outlook di ottobre, vede il Pil scendere: nel 2009 sarà allo 0,7% negli Usa (dato rivisto dal +0,1%), allo 0,5% in Europa (+0,2%), allo 0,8% in Germania (da crescita zero) allo 0,5% in Francia (+0,1%), allo 0,6% in Italia (-0,2%) e allo 0,7% in Spagna (-0,2%). In Gran Bretagna la crescita sarà' pari a -1,3%, dato rivisto dal -0,1% di ottobre. Rivedute anche le stime per Cina (al +8,5%), che rimane comunque il Paese con un maggior ritmo di crescita. Una contrazione tale non si aveva forse dal secondo dopoguerra, e non è certo incoraggiante: neppure le risi del 1975 e del 1982 erano a questi livelli.