Per assicurarsi un futuro e una vecchiaia dignitosa, è in aumento fra i giovani e le donne, l’adesione ai fondi d’investimento per la pensione, chiamati anche “secondo pilastro della previdenza” e destinati a fornire ai lavoratori una pensione aggiuntiva a quella della previdenza statale, che non si ritiene adeguatamente sufficiente per garantirsi un po’ di serenità. Chi la sceglie, poi, gode di particolari benefici fiscali. I dati forniti dalla Camera e dal Ministro del Lavoro Damiano parlano chiaro: questo settore alla fine del 2007 ha visto un incremento del numero d’iscritti superiore ai 4,5 milioni, con un aumento pari al 43% rispetto a fine 2006, quando a aderire a questi fondi era il 31% di lavoratori. Aumentano soprattutto le adesioni dei lavoratori dipendenti del settore privato, che superano i 3 milioni di soggetti, ma anche dei fondi pensioni aperti, riscoperti dagli stessi soggetti. L’incremento delle adesioni si può imputare anche alla massiccia campagna informativa sostenuta dal Governo in merito al Tfr (trattato fine rapporto), tanto che solo un 2% di lavoratori non ha espresso preferenze in merito e per loro varrà quindi la regola del “silenzio assenso” che destinerà la liquidazione al fondo pensione di categoria. In totale, la quota investita dai lavoratori per il loro futuro supera i 57 miliardi di euro. Elevata è quindi la partecipazione riscontrata nei fondi aziendali e di gruppo, soprattutto da parte di donne e giovani che stanno ripensando al proprio bisogno previdenziale, dati i tempi sempre più incerti. Nei fondi di categoria la partecipazione sembra più bassa della media, con l’eccezione di alcuni settori industriali di imprese di dimensioni maggiori. Inferiori anche al 10%, sono i tassi d’adesione in alcuni fondi del settore terziario a causa della troppa frammentazione della struttura produttiva. Fondamentale sarà aumentare la flessibilità del sistema a partire dai vari tipi di risparmio che converge nei fondi, e di una regolamentazione degli investimenti che guardi a una maggiore prudenza gestionale. Altrettanto importante sarà poi non intervenire sul favorevole regime fiscale stabilito per il settore dal nuovo ordinamento. Si potrà garantire così una buona tenuta del sistema della previdenza complementare anche in periodi di crisi finanziarie. La situazione può ovviamente essere migliorata. intanto, il fattore di maggiore inteersse è la suddivisione in fasce d'età per valutare le adesioni.