I ministeri iniziano a risparmiare. Che il sentore del malessere dei cittadini e dei contribuenti abbia alzato la voce e le grida siano giunte sino agli alti piani della politica? È la Corte dei Conti che ha deciso di mettere al corrente il Governo del grave ammanco di 5,3 milioni di euro. Certo è che, in tempi neri per l’economia mondiale, i ministeri hanno deciso di comune accordo – o forse sotto pressione della finanziaria di Tremonti, che è davvero un mago nei tagli – di risparmiare su quanto è possibile (sul necessario e sul superfluo, ma si dovrebbe fare molto meglio: iniziare a tagliare gli stipendi da capogiro, per esempio), così che al governo resti qualche soldo in più da investire in qualche attività utile al cittadino, o almeno si spera. Col freddo incombente, i ministeri iniziano a congelare le spese appunto, e non a caso: il primo risparmio si ha sul riscaldamento degli ambienti. Specie le donne che prestano servizio, dovranno rinunciare a una scollatura e preferire una maglia più casta. È stata una circolare, siglata proprio dal Ministro dell’Economia Tremonti, ad annunciare il periodo di morigeratezza prossimo venturo. Tra i tagli previsti non solo i riscaldamenti, ma anche la corrente elettrica, la carta disponibile e impiegata per le relazioni e le pubblicazioni che potrebbe benissimo essere soppiantata dalle e-mail, strumento di comunicazione veloce, sicuro, affidabile ed economico; previsti ma di difficile concezione ed applicazione, l’uso dei telefonini e delle “auto blu”. Questi provvedimenti servono per predisporre i bilanci di spesa per il prossimo anno, e prevedono anche un taglio nelle dipendenze: si sfoltiscono il numero dei membri degli organi collegiali e i dirigenti di alta fascia, che verranno ridotti da un 20% a un15%. Ma ogni dieci licenziamenti o pensionamenti, ci sarà una sola nuova assunzione, con gravi ripercussioni sull’occupazione, che dovrebbe essere tra le priorità del Paese.