Per l’Europa la recessione è un rischio concreto, ma l’Italia in questo 2008 è già entrata “in una recessione tecnica” e l’anno sarà chiuso con una crescita pari a zero. Questo è quanto scrive la Commissione europea in un report che da domani sarà all’esame dell'Eurogruppo e dell'Ecofin, la riunione dei ministri dell'economia e delle finanze dei vari Stati dell'Unione Europea. Riunioni che cercheranno di fare il punto della situazione sull'economia reale del vecchio continente. L'Europa sottolinea comunque che la stagnazione durerà anche il prossimo anno, mentre una lieve ripresa arriverà nel 2010, con il Pil in crescita dello 0,6%. La Commissione, in particolare, spiega che “il maggior rischio è legato alla fiducia dei consumatori” che dovrebbe rimanere “a livelli molto bassi o ancora peggiori”, con i consumi privati “più contenuti del previsto”. Ma sul fronte dei cittadini, arriva una buona notizia: per la ventesima volta consecutiva cala, infatti, l’Euribor a tre mesi. Il tasso interbancario, quello cioè che si applicano gli istituti di credito quando si prestano denaro, è così fissato al 4,733%, in calo rispetto al 4,76% di venerdì e ai livelli minimi da inizio aprile. La discesa dell’Euribor è quindi in calo costante ma ancora lontana dal livello dei tassi di riferimento della Banca centrale europea che sono al 3,75%. Un divario che potrebbe ancora di più ampliarsi il 6 novembre prossimo, quando per allontanare la paura della recessione l’Eurotower potrebbe tagliare i tassi di altri 50 punti, portando il costo del denaro al 3,25%. Ma dati positivi per i consumatori arrivano anche dalla Banca d’Italia che a settembre ha registrato mutui meno cari. Nel Supplemento al Bollettino segnala infatti che il Taeg dei prestiti per l’acquisto di abitazioni si è attestato al 5,95% contro il 6,11% toccato ad agosto. Il tasso annuo effettivo globale sul credito al consumo si è invece posizionato al 9,64% a fronte del 9,87% segnato un mese prima.
Ma Confesercenti non ci sta e afferma l'84% degli italiani ha problemi a pagare il mutuo. Secondo un sondaggio dell'associazione con Swg, pagare le rate di mutui e prestiti crea difficoltà serie a troppi italiani. Tanto che gli italiani si dicono disposti a rinunciare a rate, prestiti e mutui, che già da svariati mesi si afferma come una tendenza molto in voga. Ogni mese, in ogni caso, escono in media dai bilanci familiari 478 euro per mutui e prestiti. "Non c'e' dubbio che il Governo debba intervenire subito - sostiene Marco Venturi, presidente della Confesercenti - imponendo alle banche di tagliare gli interessi per evitare il concreto rischio usura e, se e' utile, allungare i tempi. Ormai c'e' un vero e proprio allarme mutui e credito. Al di la' delle buone intenzioni e delle dichiarazioni fatte per famiglie ed imprese l'accesso ad essi sta diventando una via crucis. Voglio denunciare anzi il fatto che proprio dal nostro sondaggio emerge con chiarezza la resistenza delle banche a rinegoziare i mutui con i clienti".