Ogni giorno è un nuovo bollettino di guerra, tra aumenti della benzina, del cibo, delle tasse. In molti non si sentono più in grado di spendere i loro soldi in beni superflui, o in divertimenti. Le famiglie italiane, sempre più indebitate, e cercano di risparmiare quanto più possibile. Va così che si preferisce investire il denaro per esempio in titoli statali, in assicurazioni, in azioni.
La diffusione delle attività finanziarie è legata alle caratteristiche familiari e, in primo luogo, a quelle economiche; gli strumenti finanziari sono, infatti, più utilizzati da chi ha un reddito e un titolo di studio maggiori. Fanno eccezione i depositi postali, che, sebbene in misura inferiore rispetto al passato, hanno una diffusione maggiore nel Sud e Isole, tra le famiglie con capofamiglia pensionato o dipendente, e una diffusione in calo al crescere del livello d’istruzione del capofamiglia, in virtù anche di consolidate abitudini. In particolare, il 75% delle famiglie residenti al Sud possiede almeno un deposito, contro circa il 93% nel Centro e il 97% nel Settentrione. Nel Nord la percentuale di chi ha investimenti e depositi è di sei volte superiore rispetto a quella di Sud e Isole. Il numero di famiglie che possiede certificati di deposito o titoli di stato registra infatti una lieve crescita, pari a circa l’1%. I titoli più rischiosi, in particolare, sono le azioni che diminuiscono parimenti dell’1% e i titoli di gestioni patrimoniali o titoli esteri che subiscono un calo dello 0,4%.
La percentuale di famiglie che ha obbligazioni o fondi comuni d’investimento cresce dello 0,2%. Nel 2006, spiega Palazzo Koch – sede di Bankitalia - l’89,2% delle famiglie possedeva un deposito bancario o postale, l’8,5% titoli di Stato, il 12,1% obbligazioni e quote di fondi comuni e il 6,2% azioni e partecipazioni italiane. I buoni postali fruttiferi sono meno diffusi: solo il 5,9% li possiede.
Solo l’1,4% li affida alle gestioni patrimoniali: in molti sono si fidano di questo investimento. lo 0,7% investe in titoli esteri, ma è un dato da verificare e che è attualmente in aumento, data la possibilità di ricevere agevolazioni fiscali –presso i Paesi in cui si deposita - se i capitali sono depositati in conti esteri.