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Istat: stipendi a picco
Di Alessia Bellezza (del 28/05/2008 @ 16:46:24, in Soldi, linkato 2382 volte)

L’ultimo rapporto dell’Istat non consegna per niente delle buone notizie per le nostre tasche. Anzi, il contrario. Il rapporto, presentato davanti alla Camera dei Deputati, dice a chiare lettere che gli stipendi sono in preda ad un vertiginoso calo: metà delle famiglie italiane è sotto i 1900 euro mensili. Ma sicuramente la realtà è ben diversa: le famiglie in stato d’indigenza sono sicuramente di più e molto più povere delle previsioni fornite, perché, seppur difficilmente e facendo sacrifici e rinunce, con 1900 euro una normale famiglia arriva bene o male alla fine del mese. Ma lo stato dei consumi italiani regala un panorama molto nefasto. Specialmente se guardiamo al Sud, dove la regola è non avere lavoro, e se ce l’hai è in nero o senza tutela alcuna, e se riesci a mettere insieme pranzo e cena per una settimana rischi di non poter pagare poi tasse e bollette. La crisi dei consumi investe anche il Nord ovviamente, ma in misura minore ed è meno sentita: forse è qui che una famiglia dispone di 1900 euro, anche se il costo della vita è leggermente più alto. L’Istat ci conferma ancora che sì, effettivamente forse esistono due “Italie” ben distinte, non comunicanti tra loro. Per questo, moltissimi ragazzi, menti e braccia, sono sempre con la valigia pronta a spostarsi verso il Nord. Sono in atto delle vere e proprie “migrazioni interne”, che fanno fuggire i cervelli dalle aree sfavorite in cerca di una possibilità in più di un posto nel mondo (anche del lavoro). Il risultato? Potenzialmente, alcune regioni sempre più favorite e favorevoli, altre sempre più svantaggiate e in balia degli eventi. Con una legislazione attuale e futura che non aiuta affatto. Il presidente dell’Istat Buggeri ha riferito che “investimenti e consumi delle famiglie fermi o in regresso. Affinché gli uni e gli altri tornino a crescere e aumenti il reddito delle famiglie più in difficoltà, occorrono interventi energici. investimenti e consumi delle famiglie fermi o in regresso. Affinché gli uni e gli altri tornino a crescere e aumenti il reddito delle famiglie più in difficoltà, occorrono interventi energici”. È necessario però riportare all’interno dell’Italia il lavoro , e che sia lavoro serio e tutelato, non un contratto con l’ipotesi non troppo lontana del licenziamento da un momento all’altro, dei contratti “usa & getta”. Gli aspetti positivi dell'economia sono modesti, sia perché sono distribuiti in maniera disomogenea: non è possibile parlare così di ripresa, né di essere molto ottimisti. Ma non è con il pensiero negativo che si risollevano le sorti di un Paese, quindi occorre sempre sperare e rimboccarsi le maniche, e tenersi stretto quel poco o tanto che si ha.

 

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