L'Istat ha oggi diffuso i dati sul PIL (Prodotto Interno Lordo) e quelli, più temuti, sull'inflazione del mese di febbraio. La crescita del PIL, riferita al 2007, ha visto un rallentamento di crescita rispetto all'anno precedente, così da un +1,8% si è passati a un +1,5% che ha deluso le aspettative nonché le previsioni di molti economisti. Il maggiore contributo alla crescita è giunto dai consumi delle famiglie che hanno contribuito per lo 0,8%. Il resto è stato ottenuto con la domanda estera, gli investimenti fissi lordi, la spesa pubblica. Nullo, invece, il contributo delle scorte.I consumi finali nazionali sono saliti nel dell'1,4%, con la componente “spesa delle famiglie” che ha mostrato, con un incremento di pari misura, l'aumento maggiore da almeno il 2001. La spesa della pubblica amministrazione avanza dell'1,2%, le esportazioni di beni e servizi del 5%, le importazioni del 4,4% e gli investimenti fissi lordi dell'1,2% È una fotografia negativa dello sviluppo economico italiano, specie se paragonata agli altri paesi economicamente avanzati che hanno registrato tassi di crescita oltre il 2% (la Gran Bretagna, ad esempio, è cresciuta il doppio di noi). Sempre oggi l'Istat ha diffuso i dati che riguardano l'inflazione di questo mese e che sono sempre più scoraggianti. Così, rispetto al mese di febbraio del 2007, i generi alimentari sono aumentati del 5%, con punte anche del 15 (la pasta) e del 10 (il latte); mentre i carburanti, elementi determinanti sui prezzi, registrano aumenti del 13% per la benzina e il 17 per il gasolio. Sostanzialmente comunque, e rispetto al mese di gennaio, l'inflazione è rimasta stabile al 2,9%.
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