I prezzi dei beni di prima necessità continuano a salire, e che i rincari mensili registrino record su record ormai non fa più notizia. L'Istat ha appena annunciato che c'è stato un aumento dell'indice dei beni al consumo del 4,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre l'inflazione rispetto al mese precedente, ovvero di luglio rispetto a giugno è aumentata di ben mezzo punto. I dati, inoltre, segnalano come la spesa quotidiana, in un anno, è aumentata in media dell'oltre 6%, segnando un vero e proprio primato, molto negativo, per quanto riguarda gli aumenti registrati negli ultimi dodici anni. Ad aumentare in maniera preponderante, naturalmente, sono i prodotti di prima necessità come pasta, pane, e generi alimentari o comunque di rilevanza quotidiana. E, tanto per cambiare, vanno avanti anche i prezzi del settore energetico. Ad esempio la benzina, che nell'ultimo anno fa registrare una inflazione superiore al 13%, il gasolio per automezzi arriva addirittura a un +31,4% rispetto al 2007, le tariffe elettriche arrivano ad un aumento annuo del 13%, stessi dati per il gas. Gli aumenti mensili, invece, fanno registrare tassi di inflazione che vanno dall'1,3% di gasolio e benzina al 3,6% dell'elettricità domestica: di luglio rispetto a giugno ovviamente.Ma il tema delle risorse energetiche è influenzato da ragioni molto complesse di politica e relazioni internazionali. La crisi tra Russia e Georgia potrebbe portare a scenari particolarmente difficili per il mercato dei combustibili, del gas e del petrolio nello specifico. Tale situazione, infatti, potrebbe avere effetti dirompenti sulle forniture e relativi prezzi. E ancora qui giocano un ruolo fondamentale gli Stati Uniti, che se per ritorsione contro Mosca dovessero tagliare le importazioni, gli aumenti sarebbero vertiginosi, soprattutto per l'Europa, fortemente dipendente dalla Russia per il gas. Allo stesso modo una “vittoria” delle ragioni georgiane su quelle russe potrebbe portare a una relativa ritorsione di Mosca, con un sostanziale aumento dei prezzi delle stesse forniture di gas e petrolio. In ogni caso la politica, la democrazia e la libertà tenute in scacco dalle fonti produttive. Che continuano ad aumentare.