«Operazione Antonveneta chiusa a maggio e integrazione entro l'anno nel gruppo». A Siena confermano i tempi della manovra che sta portando il Monte dei Paschi al terzo posto tra i grandi poli bancari del Paese. «Nonostante la turbolenza dei mercati registriamo un clima positivo intorno al nostro progetto», dice Vigni, direttore generale di Bmps Il presidente Mussari e lo stesso Vigni hanno già incontrato gli operatori di Londra, Parigi e Francoforte. «C'è interesse, soprattutto per la parte del nostro piano che riguarda il recupero di efficienza; un aspetto decisivo in un momento di contrazione dei margini da ricavi, perché dipende solo dalla nostra volontà. C’è apprezzamento per i conti del 2007 e per gli obiettivi di piano aggiunge perché sono ambiziosi ma realistici ». Nessun rallentamento rispetto al progetto indicato. «Il sistema italiano si dimostra abbastanza al riparo dalla crisi che sta investendo il mercato finanziario mondiale, e noi proseguiamo con determinazione», dice il direttore generale di Banca Mps. Il consiglio d'amministrazione ha dato avvio alla procedura per aumentare il capitale e ha inoltre approvato la relazione e i conti del bilancio 2007,che erano stati anticipati l' 11 marzo scorso alla piazza finanziaria di Milano da Mussari e Vigni. Per quanto riguarda la manovra sul capitale, Bmps ha deliberato un aumento per «massimi nominali 5 miliardi di euro, mediante emissione a pagamento di azioni ordinarie, di risparmio e privilegiate, da offrire in opzione agli azionisti in proporzione al numero di azioni possedute. Le condizioni definitive di emissione - spiega un comunicato - saranno fissate da un successivo consiglio d'amministrazione, che sarà convocato nei giorni precedenti all'avvio dell'offerta, e che provvederà a fissare il prezzo di emissione, il numero definitivo di azioni da emettere per ciascuna categoria e il rapporto di assegnazione ». A questi 5 miliardi, si aggiunge il miliardo di aumento di capitale riservato a Jp Morgan, che però non rientra tra gli adempimenti da sottoporre al vaglio della Consob e dunque non è stato oggetto di discussione. L'intera manovra finanziaria (fino a un massimo di 10 miliardi) destinata a sostenere l'acquisto di Antonveneta, il cui costo è di 9 miliardi, ha la copertura di un pool di banche d'affari internazionali (Merrill Lynch, Citigroup, Jp Morgan, Credit Suisse e Mediobanca). A maggio si chiuderà questa partita e per Siena inizierà quella più impegnativa dell'integrazione di Antonveneta, secondo il modello retail orientato alla formula "un territorio un marchio". Il primo passo sarà l'unificazione del sistema informatico, prevista per settembre. Obiettivo sarà raggiungere i 2,2 miliardi di utile netto nel 2011. La base di partenza è il risultato 2007, confermato dal consiglio d'amministrazione di ieri: 1.437,6 milioni di utile netto (realizzati grazie anche agli oltre 730 milioni di plusvalenza per la cessione del 50% di Mps Vita) e un pay out di circa il 50%, livello che il gruppo s'impegna a mantenere anche nei prossimi anni.
Si tratta di un miglioramento del 24% della remunerazione, che in base agli obiettivi del piano industriale di gruppo presentato nei giorni scorsi, entro il 2011 i banchieri di Siena dovranno quasi raddoppiare.
fonte: Il Sole 24 Ore