Secondo delle elaborazione fatte da Tecnocasa su dati Bankitalia la crisi fa paura, grande gelata per i mutui. Nel secondo trimestre dell`anno flessione del 10%. Genova (-17%) si colloca comunque all`11° posto in Italia. Il mercato dei prestiti per l`acquisto delle abitazioni fa segnare nel secondo trimestre 2008 un -10% rispetto allo stesso trimestre dell`anno precedente. A livello di macroaree si puo` notare un peggioramento generalizzato: -12% nel Nord-Ovest, -8% nel Nord-Est, -10% al Centro, -9% al Sud e -11% nell` Italia insulare. il credito ipotecario destinato alle famiglie per l`acquisto di abitazioni presenta un volume di erogazioni pari a 15,03 miliardi, in flessione di 1,68 miliardi, che tradotto in termini percentuali (-10,18%) conferma il momento non positivo del mercato (da ricordare che i volumi erogati includono anche i mutui di sostituzione). Per quanto riguarda il valore delle consistenze dei mutui in Italia, si registra una crescita considerando un arco temporale di un anno, ovvero rapportando il dato nel periodo di gennaio/giugno 2008 con quello di gennaio/giugno 2007, si ottiene una crescita media del 4,4% delle consistenze.
Capitolo rischi e insolvenze. I mutui a maggior rischio di insolvenza sono quelli a tasso variabile stipulati alla fine del 2005. E i pagatori meno affidabili sono i giovani che hanno meno di 30 anni. È quanto emerge dalla ricerca. Uno studio di Bankitalia, infatti, esamina le principali caratteristiche dei prestiti per l’acquisto di abitazioni concessi in Italia tra il 2004 e il 2007, censiti nella Rilevazione analitica dei tassi di interesse, e le mette in relazione con la probabilità che il mutuo entri successivamente in sofferenza o che si registri una situazione di difficoltà nel pagamento delle rate. Il risultato è che i mutui a tasso variabile concessi nel 2004 hanno una probabilità di entrare in sofferenza più che doppia rispetto a quelli a tasso fisso siglati nello stesso periodo. E che il rischio maggiore lo corrono quelli stipulati nel 2005, momento in cui i tassi di interesse avevano raggiunto i valori minimi. Si tratta di finanziamenti accesi negli anni in cui si è assistito al boom del variabile, che tra il 1999 e il 2005 ha incontrato l’80% delle preferenze. Per registrare poi un’inversione di tendenza non appena si è assistito a un rapido aumento dei tassi, passati da 3,70% a 5,50% tra la fine del 2005 e la metà del 2007. Periodo durante il quale il fisso passava dal 5 al 5,90%.
Fonti: Mondo Casa, Guida Blog