L’anno nuovo sta portando attenzione verso la riformulazione dei contributi previdenziali, valevoli per le pensioni di anzianità. Dopo molti anni di duro lavoro, infatti, i contribuenti vogliono ricevere un corrispettivo equo dei loro sforzi durante la vita lavorativa, e non vedersi ridotte le pensioni a uno scarso contributo che spesso non supporta neppure le necessità fisiologiche del cibo e sempre più spesso neppure quelle per le necessarie cure mediche. Il pacchetto welfare per il 2008 ha approvato il decreto proposto dal Ministro Damiano: si prevede, intanto, l’abolizione dello scalone introdotto anni fa da Tremonti, in favore di una distribuzione più equa fatta da “quote” e “scalini”. Ciò consentirà di andare in pensione anche a 58 anni, e non a 60, dopo aver maturato 35 anni di contributi. Altrimenti, indipendentemente dall’età, si potrà andare in pensione con 40 anni di contributi alle spalle. Per i lavori cosiddetti “usuranti”, invece, si potrà prevedere un pre-pensionamento, supportato da adeguata richiesta anche senza avere gli anni previsti di contributi.
E’ previsto, però, che quest’anno le pensioni potranno aumentare al massimo del 1,60% a causa dell’aumento del costo della vita dovuto soprattutto ai rincari dei generi alimentari e del petrolio. Le pensioni hanno avuto negli anni scorsi meno potere d’acquisto, situazione che almeno per il 2008 sembra destinata a perdurare.
Fonte: NewsFood