Milano, 20 nov. (Apcom) - La pensione è sempre meno sufficiente a soddisfare le esigenze degli over65 italiani: per 9 pensionati su 10 diventa economicamente difficile, una volta congedati dal lavoro, dedicarsi a tutto ciò che magari è stato un po' sacrificato durante tutta una vita di lavoro. È questo il profilo degli italiani con oltre 65 anni emerso da un'indagine condotta da Ispo per Euvis.
La maggioranza degli intervistati (57%) denuncia un peggioramento dello stile di vita dopo la pensione. La percentuale degli insoddisfatti raggiunge il 62% tra gli anziani che hanno una pensione fino a 1.000 euro e non scende sotto il 43% tra coloro che superano i 1.500 euro. "La maggioranza degli anziani - ha commentato Renato Mannheimer, presidente Ispo - vorrebbe avere altre risorse economiche, soprattutto per sentirsi libera di fare ciò che più piace. Le esigenze sono differenti in base al reddito, all'età e al titolo di studio del pensionato. Ma in ogni caso emerge la figura di un anziano che ha ancora tanta voglia di fare".
Per l'84% degli intervistati la pensione non è sufficiente per poter condurre lo stile di vita a cui erano abituati: il 22% ha bisogno di altre risorse e il 62% deve limitare le spese. E sono soprattutto gli anziani con una bassa scolarità (66%) e che vivono al sud (72%) quelli che devono limitarsi più di altri nelle spese per arrivare a fine mese. Per quei pensionati che non arrivano a fine mese la principale fonte cui attingere sono i risparmi accumulati durante l'attività lavorativa (46%). Ma nel 34% dei casi sono costretti a ricorrere all'aiuto dei figli o dei parenti.
L'indagine dell'Ispo è stata condotta su un campione significativo della popolazione italiana (ultra65enni, proprietari di immobili e che percepiscono una pensione di anzianità, sociale, di reversibilità o di invalidità). Secondo i più recenti dati, in Italia gli over65 sono già il 20%, con la tendenza a superare il 30% entro il 2050 (fonte Istat). Un dato che va letto insieme a quello relativo ai giovani celibi (tra i 18 e i 34 anni) che vivono ancora con almeno un genitore e che in Italia hanno oltrepassato la soglia del 60%.
Nonostante le difficoltà, gli anziani appaiono diffidenti e scettici nei confronti di strumenti finanziari che potrebbero rispondere alle nuove esigenze economiche. Un atteggiamento che ha una buona componente di disinformazione. A tal proposito di recentemente in Italia è stato introdotto il prestito vitalizio, un prodotto finanziario che vanta una lunga tradizione nei paesi anglosassoni, riservato agli oltre 65enni proprietari dell'abitazione in cui risiedono. "Si tratta di un finanziamento ideato in modo che il beneficiario non debba affrontare alcun piano di rimborso rateale - ha spiegato Paolo Buzzonetti, ad di Euvis - Il rimborso del prestito, infatti, sarà a cura degli eredi che potranno comunque beneficiare della differenza tra il valore della casa e quanto dovuto per il rimborso del prestito"
Fonte: Virgilio Notizie