Novità in vista per i pensionati. Dal primo di gennaio del prossimo anno, infatti, sparirà il divieto di cumulo per quei pensionati che vogliano proseguire la propria, ed eventualmente ben accetta e gestibile attività lavorativa. Questo perché ad andare in pensione è il salasso fiscale sui compensi da lavoro. Cosa significa? Che quei pensionati che, ove possibile, vogliano arrotondare il proprio assegno mensile con una attività lavorativa non vedranno decurtarsi buona parte delle proprie entrate. Ecco perché veniva definito divieto di cumulo, perché la legislazione, ancora per qualche mese, penalizza chi ha già un reddito primario, seppur insufficiente a una vita dignitosa. La normativa si aggiorna alle condizioni sociali di vita. Con un po' di ritardo, come al solito. A livello normativo la disciplina trova riferimento diretto nel decreto numero 112 del 2008, convertito nella legge 133 dello stesso anno (133/2008), intendendo smantellare i numero rapporti in "nero" tra aziende ed ex-dipendenti. Alcuni quotidiani nazionali, tra cui la Stampa, spiegano con semplicità la nuova normativa. Con il nuovo anno le pensioni anzianità saranno cumulabili, in maniera piena e totale, con i redditi da lavoro autonomo e dipendente. Tale beneficio sarà valido anche per le pensioni dirette conseguite nel regime contributivo in via anticipata (sempre con riferimento all'età: 65 anni per gli uomini e 60 per le donne), a carico dell'assicurazione generale ed obbligatoria, ma soprattutto della gestione dei lavoratori parasubordinati. Inoltre, sono cumulabili alle pensioni liquidate interamente con il sistema contributivo i redditi da lavoro autonomo e dipendente e le pensioni di vecchiaia liquidate con anzianità contributiva pari o comunque superiore a 40 anni. Infine, sono interamente cumulabili con i redditi da lavoro autonomo e dipendente le pensioni di vecchiaia liquidate a soggetti con età pari o superiore a 65 anni, per gli uomini, e 60 anni, per le donne. Ma per coloro che l'anno scorso hanno svolto attività lavorativa vige ancora l'obbligo di dichiarare all'Inps i redditi percepiti da lavoro autonomo utilizzando il modello 503. I titolari di pensione con decorrenza compresa entro l'anno 2007, soggetti al divieto di cumulo parziale della pensione con i redditi da lavoro autonomo saranno tenuti a dichiarare entro il 30 settembre - data di scadenza della dichiarazione dei redditi dell'anno 2007 - i redditi da lavoro autonomo conseguiti l'anno scorso. L'obbligo vale anche per coloro che svolgono attività nel corrente anno, in quanto sono tenuti a comunicare il reddito che prevedono di conseguire nel corso del 2008.
Saranno invece immuni dalla riforma gli assegni di invalidità che continueranno a essere oggetto di riduzioni. Inoltre è da evidenziare che gli ulteriori contributi previdenziali versati dai pensionati consentono di poter ottenere una nuova pensione, nel caso in cui si maturano anni sufficienti a ottenere un ulteriore trattamento pensionistico oltre a quella principale. Nella realtà, tuttavia, le prestazioni che generalmente si conseguono sono la pensione supplementare o il supplemento di pensione. Alcune malelingue parlano di scacco ai giovani che cercano lavoro. Da una parte è vero, dall'altra un po' di respiro a tanti pensionati con un reddito basso. Usura del lavoro permettendo (laddove previsto).