L'Adusbef – Associazione difesa consumatori ed utenti bancari, finanziari ed assicurativi – e la Federconsumatori – associazione autonoma e democratica di cittadini nella loro qualità di consumatori – lanciano un grido d'allarme sulla situazione dei finanziamenti in Italia, in particolar modo per quanto riguarda il mondo dei prestiti e quello dei mutui per gli immobili. Questa percezione, evidentemente supportata da dati reali e materiali, è stata portata alla ribalta anche in considerazione del crack finanziario in cui sta versando il sistema finanziario americano in toto (si vedano i casi Freddy e Fanni, quello Aig e soprattutto quello della Lehamn Brothers). Secondo le sue associazioni e in nome dei loro rispettivi presidenti, Elio Lannutti per l'Adusbef e Rosario Trefiletti per la Federconsumatori, a qualche giorno del collasso più o meno annunciato (almeno nella sua totalità e nella sua drammatica forza vorticistica che investe un complesso di relazioni economiche finanziarie e anche industriali e quindi produttive, più immediatamente reali), il tasso interbancario a tre mesi, al quale è poi legata la maggior parte degli oltre 3 milioni di mutui a tasso variabile, è andato oltre il 5%, nonostante il grande impegno assunto dalle banche centrali che hanno immesso liquidità nel sistema proprio per arginare la crisi del credito, della finanza e dunque della produttività e dei consumi, ovvero dello sviluppo economico nel suo complesso. L'impegno, in America, ad esempio ha superato i 700 mila dollari. Così l'aumento dell'Euribor, l'indice utilizzato per le quotazioni dei tassi in Europa e “fissato” dalle banche, porterà a un aumento degli oneri previsti per i mutuatari che per il momento è stato calcolato nella cifra tra le 150 e le 300 euro all'anno. Questo sovraccarico peserà lo 0,79% in più rispetto alla media europea. Le due associazioni, infatti, tengono a precisare come nell'eurozona si stia meglio rispetto all'Italia, portando come esempio un calcolo medio effettuato sul resto d'Europa: se all'estero per un mutuo di 100 mila euro con un tasso al 5,20% si deve pagare una rata di 549 euro, in Italia si devono pagare 599 euro (anche considerato il costo del conto corrente che in Italia è tra i più cari d'Europa). Cosicché per un mutuo di 200 mila euro, l'aggravio è di ben 1200 euro l'anno. Alla faccia della rinegoziazione.