(AGI) - Roma, 4 dic. - Questi distributori - ha ribadito la Cia- dimostrano che una filiera cortissima, direttamente dal produttore al consumatore, porta vantaggi reciproci per ambedue le parti. E’, infatti, un’iniziativa estremamente valida per integrare in modo adeguato il reddito delle piccole e medie aziende da latte delle zone montane, collinari e periurbane. Nello stesso tempo per i cittadini rappresenta un’occasione ideale per acquistare un prodotto di qualita’ ad un costo contenuto. Un litro di latte crudo comprato presso questi distributori -ha rimarcato la Cia- ha un prezzo che si aggira intorno ad un euro al litro, contro l’1,40/1,50 euro di quello venduto presso la normale catena di distribuzione. Un risparmio per contrastare i pesanti aumenti (piu’ 6,4 per cento) che si sono registrati nell’ultimo anno per l’intero capitolo lattiero-caseario. Rincari che, oltretutto, hanno causato una flessione dell’1,5/2 per cento negli acquisti domestici di questi prodotti, latte compreso. L’iniziativa della vendita diretta di latte crudo al consumatore -ha sottolineato la Cia- ha cominciato a prendere forma nel nostro Paese nel 2004, sull’esempio di quanto gia’ da tempo avveniva sia in Austria che in Svizzera, dove i distributori automatici avevano avuto un grande successo. D’altra parte, una filiera lunga comporta una spesa maggiore per i consumatori. Oggi -ha concluso la Cia- il prezzo del latte dalla stalla alla tavola subisce un aumento del 300%. E questo si riflette in maniera negativa per le tasche degli italiani che per acquistare un prodotto di prima necessita’, come il latte, sono costretti a fronteggiare continui e insostenibili aumenti. L’idea dei distributori automatici e’, quindi, vincente e costituisce un elemento significativo per frenare la corsa dell’inflazione e rappresenta un deterrente contro rincari selvaggi e speculazioni. (AGI)
Fonte: AGI