Fenomeno discount. Potremmo chiamarla così la tendenza a risparmiare su tutto, anche sull’alimentazione, ricorrendo sempre di più a prodotti non di marca ma ugualmente buoni, solo a un prezzo stracciato. Specie sugli alimentari, infatti, le merci vengono prodotte e confezionate negli stessi stabilimenti dei prodotti più noti e pubblicizzati, salvo poi applicare un’etichetta diversa. È proprio l’etichetta che dovrebbe svelarci al provenienza di ciò che mangiamo, e leggendola ci accorgeremmo che effettivamente non è raro trovare vari cibo, dall’acqua al caffè, alle merende per bambini, prodotti in stabilimenti più blasonati. Stesso prodotto, metà prezzo, insomma, come nelle migliori vendite promozionali. Vengono definiti Primi prezzi, e non è un fenomeno tanto strano, o meglio lo è solo in Italia. All’estero, infatti, è molto più comune fare la spesa nei discount che nei supermercati “griffati”. In Italia invece è una tendenza che sta prendendo piede da pochissimi anni a questa parte, ma molti sono ancora i consumatori reticenti a fare acquisti nei discount o che talvolta li fanno ma prima di arrivare in casa cambiano le buste della spesa con quelle di altre catene più prestigiose. Le statistiche intanto parlano chiaro: i consumi sono aumentati del 27% solo a febbraio. Vero che alcuni prodotti hanno un prezzo inferiore perché inferiore è la qualità ma basta poco per accorgersi che molti non hanno nulla da invidiare ai cugini “ricchi”. Questa è solo una fotografia delle nuove abitudini di consumo che stanno investendo gli italiani, sempre più attenti a quanti soldi escono dal loro portafoglio. Questa volta, copiando dalle abitudini degli abitanti di altri Paesi europei e non, stiamo imparando una nuova, buona, abitudine.