'Siamo davvero in Europa?''. E' questa la domanda, decisamente provocatoria, che a partire da oggi, e per un intero mese, sfilerà sulle fiancate di 200 autobus dell'entroterra veneziano, ponendo sotto gli occhi di tutti la differenza fra il potere d'acquisto degli operai italiani e quello degli altri lavoratori europei.
Un messaggio chiaro e semplice. Un confronto di numeri, voluto da Unindustria Venezia, per evidenziare le difficoltà delle famiglie italiane e il grave problema del cuneo fiscale. ''Abbiamo voluto fortemente questa campagna - spiega Massimo Codato, vicepresidente Unindustria Venezia con delega PMI -. La problematica del cuneo fiscale in Italia ci rende un paese arretrato. È necessario insistere perché la politica porti un cambiamento reale a livello fiscale''.
Eccoli allora i numeri (la fonte dei dati è l'Ocse). Dal manifesto pubblicitario, si comprende chiaramente che a parità di costo per l'azienda, 2.400 € mensili, un operaio italiano percepisce al netto in busta paga 1.298 €, in Spagna il netto arriva a 1.466 € (ovvero +168 €), nel Regno Unito a 1.582 € (+284) e in Irlanda a 1.865 (+567). Rispetto ad altri Paesi come Spagna, Inghilterra, Danimarca e Irlanda, quindi, l’Italia possiede uno dei più bassi poteri d’acquisto dei lavoratori e delle famiglie con conseguenti ripercussioni nell’economia. Ma non solo. Il cuneo fiscale, ovvero la differenza tra il costo del lavoro sostenuto dall'impresa e la retribuzione netta che resta a disposizione del dipendente, è in percentuale uno dei più elevati in Europa.
''È un’iniziativa eccellente, che fa chiarezza su un tema complesso, rivolgendosi direttamente alla società civile - commenta Giuseppe Morandini, vice presidente Confindustria e presidente Piccola Industria – occorre saper coniugare le legittime aspettative dei nostri dipendenti di avere maggior reddito disponibile, con le necessità competitive delle aziende, soprattutto quelle di piccola dimensione, in un momento che definire difficile è un eufemismo. Negli ultimi dieci anni il costo del Lavoro per unità di prodotto (Clup) in Italia è cresciuto del 28%, in Francia del 16%, in Germania solo dello 0,1%. O accorciamo queste distanze, o non ce n’è per nessuno. Se almeno, a tante parole, fosse seguito qualche fatto concreto, tipo la detassazione degli straordinari e dei premi di risultato – conclude Morandini – avremmo già percorso un primo fondamentale tratto di strada nella direzione giusta''.
''Unindustria Venezia giustamente rende visibile una incongruenza tutta italiana: il costo del lavoro che è eccessivo - commenta Cesare Campa, esponenete del Pdl - Si dimostra oggi un errore tutto nostro: dobbiamo abbassare il costo del lavoro ed alzare la retribuzione ai lavoratori: sembra un paradosso ma non lo è, e noi abbiamo gia indicato la strada''.
''La tassazione sui salari è troppo alta ed è giusto ridurla - sottolinea l'esponente del Pd Tiziano Treu - Poi bisogna detassare i premi di produttività. Una delle differenze nostre dagli altri paesi è che noi abbiamo dei contributi pensionsitici alti, ma ridurli è piu difficile perché se riduciamo i contributi, riduciamo le pensioni. Qui bisogna stare attenti''.
La campagna di Unindustria Venezia partirà oggi dal capoluogo veneto, ma tutto è pronto perché a breve si estenda anche alle altre province della regione.
fonte : Adn Kronos