Lo stipendio degli italiani risulta essere tra i più bassi dei paesi occidentali ed economicamente avanzati. È quanto rileva l'ultimo rapporto dell'OCSE (l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) sui salari per quanto riguarda il 2007. L'Italia risulta essere al 23° posto, con uno stipendio medio netto annuale di 19.861 dollari, meno della media dei paesi membri della stessa OCSE e meno della media dei paesi dell'Unione Europea, rispettivamente a 24.660 e 26.434 dollari l'anno. Naturalmente al netto dei carichi familiari e a parità del potere d'acquisto. Ma a tormentare gli italiani non sono solo gli stipendi già bassi, ma la loro elevata tassazione. Infatti, ben il 45,9% del salario finisce nelle casse del fisco o in quelle degli istituti previdenziali: si tratta del cosidetto cuneo fiscale, ovvero la differenza tra la quota pagata dal datore di lavoro e quella effettivamente intascata dal lavoratore, cifra in crescita dello 0,3% rispetto al 2006. In questa amara classifica siamo sesti, preceduti da paesi come Germania, Francia, Austria e Belgio, dove il cuneo fiscale supera addirittura il 55%. I numeri comunque scendono nel caso si tratti di lavoratori con famiglia a carico, ad esempio tre persone, ma comunque sempre al di sopra della media: in questo caso il prelievo ammonta al 33,8%, in crescita dello 0,5% rispetto al 2006. Unica nota positiva è la diminuzione generale delle tasse sugli stipendi negli anni che vanno dal 2000 al 2006, -0,9%, soprattutto nelle fasce con più basso reddito. Gli italiani pagano, ma sicuramente vorrebbero servizi migliori dallo Stato.