Ieri sera la borsa di New York ha chiuso ancora una volta in forte ribasso. Wal Street ha presentato, infatti, un tonfo del 5,7%. L'effetto domino non si è fatto attendere e tutte le altre borse del mondo hanno continuato a perdere punti. Tokyo, ad esempio, ha perso ben il 9% mentre le borse europee sono andate anch'esse molto male. Idem in Australia: Sidney si è presentata con un perentorio meno 4,99%. A sorpresa però le principali Banche Centrali del mondo hanno tagliato i tassi di interesse, proprio per far fronte a questa terribile situazione. Si tratta di una azione sistematica coordinata a livello europeo e nordamericano. La BCE – la Banca centrale europea – ha così ridotto il costo del denaro dal 4,25 al 3,75%, mentre la Fed – cioè la Federal Reserve statunitense ha ridotto tale costo anch'essa di mezzo punto, portandolo dal 2 all'1,5%. Sulla stessa strada le banche centrali di Inghilterra, Canada, Svizzera, Svezia, Cina, Kuwait. Per citare le situazioni economiche più rilevanti a livello globale. In questa maniera si è voluto innanzitutto alleggerire la pressione dell'inflazione, che secondo gli operatori tedeschi è già cominciata a scendere, quasi immediatamente; anche se non si intravedono buone prospettive e anzi si teme che i peggioramenti congiunturali siano alle porte. Questa decisione, comunque, è stata presa dopo che le borse del vecchio continente avevano aperto in maniera negativa le contrattazioni del giorno, allo stesso modo di come era successo per quelle asiatiche (sempre sulla scia del Dow Jones americano). A Milano, addirittura, si è toccato un meno 7%. Il Governo italiano ha intanto deciso di muovere a tutela delle banche e dei risparmiatori alzando la garanzia sui depositi. La garanzia dello Stato sui depositi bancari fino a cento mila euro è, infatti, una delle misure che in Consiglio dei ministri ha intenzione di adottare e tramutare in un decreto legge; affinché si possa garantire un po' di stabilità alle banche e al risparmio. Possibile anche l'emissione di un fondo equity che sia in grado di assumere partecipazioni azionarie, per far fronte cioè a situazione di emergenza. Banche, tramite l'Abi e il Governo, tramite il Ministro dell'economia e del tesoro Tremonti si sono incontrati per discutere della situazione, che a detta degli addetti ai lavori è comunque solida, nonostante le difficoltà. E questo per l'attenzione che le istituzioni e gli operatori del settore hanno nel proteggere i proprio interesse e, pare, anche quelli dei risparmiatori italiani. Più che altro clienti. Di certo, comunque, c'è che qui da noi non saranno necessario, almeno per il momento, misure come quelle adottate in Usa o, più recentemente, in Inghilterra. Almeno nella portata sistemica. Oltre manica, infatti, il governo ha messo in atto un maxi piano per ricapitalizzare – con 64 miliardi di euro – ben otto istituti di credito. E questo sommato al taglio di mezzo punto dei tassi e aver immesso liquidità nel sistema. Decisioni molto apprezzate, in ogni caso, anche in Italia.