Brutte notizie per le famiglie italiane, che vedono ancora una volta vedere aumentare i tassi di interesse sui mutui fissi e variabili. Dopo un inizio dell'anno che aveva visto scendere o mentenersi constanti i tassi rispetto alla fine del 2007, i tassi sui mutui per l'acquisto di immobili hanno ricominciato a rincararsi prepotentemente: secondo l'Abi (l'associazione bancaria italiana), infatti, i suddetti tassi sono arrivati al 5,85%, il che significa, ancora secondo i banchieri italiani, in una diminuzione di importo finanziabile. Tale situazione si traduce in una ulteriore perdita di potere contrattuale che penalizza naturalmente le famiglie e che, secondo le ultime rilevazioni dell'agenzia territoriale Nomisma, sta facendo calare il mercato immobiliare in maniera particolarmente accentuata: dal 2006 a 2007 si è registrata una flessione negativa di 40 mila immobili venduti (-4,6%), mentre per il 2008 è stata stimata una ulteriore flessione di ulteriori 80 mila immobili non venduti (ulteriore -10%).
Come accennato, secondo l'Osservatorio e il Sole 24 Ore, tale dinamica apre ulteriori scenari rispetto alla diminuzione del potere d'acquisto delle famiglie e della dinamica negativa domanda-offerta degli immobili. Infatti, oltre a questi eventi negativi, se ne verifica un altro: quello importantissimo della diminuzione dell'importo finanziabile. Alcuni esempi ci schiariscono le idee: nel 2005, con una rata pari a 600 euro mensili, era possibile chiedere un prestito di oltre 100 mila euro spalmabili in 20 anni o più di 130 mila per 30 anni; ora si prevedono condizioni assai poco vantaggiose per i consumatori: si arriva a mala pena a 100 mila euro in 30 anni, mentre in 20 si ottengono mutui di 85 mila euro.
Proprio per questi motivi – che rendono evidente una crisi che riguarda anche il settore del credito e quello immobiliare, oltre a quello sempre più martoriato delle famiglie – il mercato totale delle erogazioni, nei primi mesi del 2008, ha segnato una forte flessione che ha visto l'importo medio concesso passare dai 131 mila euro della fine del 2007 ai 124 mila euro. Allo stesso modo la domanda dei mutui (sempre secondo l'Abi), diminuirà ancora e a fine 2008 dovrebbe attestarsi a una crescita pari al 4,9%, in netta flessione rispetto all'andamento del 2007: +8,7%.
Insomma: i tassi crescono (e secondo la BCE, saranno ritoccati al ribasso solo nel 2009), il mercato frena, e le banche non si concedono alternative al concedere cifre inferiori o all'allungare la durata del caro e vecchio mutuo. È proprio il caso di dirlo.
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