Vivere senza soldi? Si può!
Secondo Heidemarie Scwermer, è possibile vivere senza soldi. Questa signora tedesca aveva un lavoro da psicoterapeuta, una bella casa, l’auto. Una vita normale, insomma. Poi nel 1996 la svolta, di cui racconta nel suo libro “Vivere senza soldi”. La Scwermer ha fondato a Dortmund una sorta di banco di assistenza, la “Centrale dai e prendi”: questa associazione si basa sull’antico metodo del baratto, dove a scambiarsi sono anche i servizi e le capacità di ognuno. Secondo le proprie competenze, si offre un servizio e se ne riceve in cambio un altro servizio. Per questo, chi sa cucinare può mettere in atto le proprie capacità in cambio della riparazione della lavatrice, per esempio. I membri dell’associazione hanno una lista, dove sono segnati gli addetti alle varie prestazioni, e basta fare una telefonata per vederseli arrivare a casa (c’è da chiedersi però come pagano il telefono…). La Scwermer era stanca del valore che veniva assegnato al denaro e a chi lo possiede; per questo voleva riappropriarsi del valore delle persone e non delle cose. Iniziativa ammirevole, ma in parte utopica: in quanti sarebbero disposti a lavorare e non essere pagati?
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